Agrigento e dintorni: La Valle dei Templi

Chiara Todaro Arte e Musei, Mare e Natura, Shopping e Tempo libero, Storia e Cultura Leave a Comment

Se pensiamo di riscoprire le origini della Magna Grecia in Sicilia, non possiamo non affrontare un itinerario Sicilia nell'antica Akragas, odierna Agrigento, per immergerci nella maestosità della Valle dei Templi.
La Valle dei Templi di Agrigento e dintorni stupisce i visitatori per i numerosi esemplari che si possono rintracciare ma soprattutto per il loro stato di conservazione eccezionale. Si tratta di un'area vasta circa 1300 ettari, che per la sua importanza storica e culturale oltre che artistica e paesaggistica è Patrimonio dell'umanità dal 1997.

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Quando i greci originari di Rodi si stanziarono nell'interno della Sicilia, nel VI secolo a.C., fondarono prima Gela e poi Akragas, nei pressi del fiume omonimo in cui vi pescavano i granchi, e iniziarono a costruire una imponente cortina muraria lunga circa 12 km, che doveva provvedere al sistema difensivo sfruttando i versanti rocciosi naturali dell'altopiano: a Nord si riconosce la Rupe Atenea, a est Gela (considerata la città madre), a sud l'emporion ovvero il porto, a ovest Eraclea. Nella muraglia si aprivano 10 porte affiancate da torri, bastioni o baluardi, alcune erano caratterizzate da un dypilon ovvero una doppia porta. La cinta muraria greca fiancheggiava i templi, il che forniva un doppio sistema di difesa. L'imponenza di queste strutture difensive si rivelerà comunque inefficace tanto che nel 406 a.C. Akragas è conquistata dai Cartaginesi e rasa completamente al suolo nel 210 a.C. dai Romani. La costruzione delle mura (550 a.C.) è antecedente a quella della città (polis) e dei suoi templi.

Certamente noi, figli del XXI secolo, possiamo solo immaginare, attraverso le citazioni che ci hanno lasciato gli storici, letterati e poeti, e grazie alle ricostruzioni in 3D, la bellezza dei decori e degli elementi architettonici che davano quel carattere di monumentalità al tempio greco. Anticamente infatti i greci decoravano l'intera superficie dei loro templi con un rivestimento di intonaco bianco, mentre il frontone era dipinto con motivi geometrici e colorato. I maestosi templi sono di ordine dorico, realizzati in calcarenite locale proveniente dalla Rupe Atenea, e sono esastili (presentano 6 colonne sui lati corti). È impensabile partire per un Tour Sicilia e non visitare questo luogo di immensa grandezza: la Valle dei Templi di Agrigento e dintorni. Cosa visitare in Sicilia 7 giorni se non questo luogo di fascino e magnificenza?
I templi sono distribuiti (secondo un ordine non cronologico) in una vallata, punteggiata qua e là da uliveti secolari che costituiscono piccole oasi alberate e punti di ombra, e sono concentrati lungo la Via Sacra che congiungeva la Porta II con la Porta V. I santuari sono rivolti a est, secondo la tradizione classica, ripresa più tardi nella costruzione delle chiese cristiane dal Medioevo fino al Rinascimento.
La nomenclatura dei templi è spesso convenzionale, come nel caso del Tempio della Concordia che prende questo nome perché nelle vicinanze è stata rinvenuta una iscrizione romana che rimanda alla "concordia". Eretto tra il 440 e il 430 a.C., è il tempio che si è conservato meglio anche perché alla fine del VI secolo d.C. venne trasformato in chiesa cristiana (chiudendo gli spazi tra le colonne) dal vescovo Gregorio dedicata ai SS. Pietro e Paolo. Nel 700 è stata riportata alla luce l'originale colonnato. Il Tempio di Hera Lacinia aveva la stessa conformazione: si parla infatti di templi gemelli. Incendiato dai Cartaginesi nel 406 a.C., presenta parzialmente i colonnati e manca completamente della trabeazione.
Il Tempio di Ercole o Eracle è il più antico (fine del VI secolo a.C.) ed è attribuito ad Ercole sulla base di una delle Verrine di Cicerone. Danneggiato da un terremoto, nel 1924 alcune colonne sono state ricomposte utilizzando i resti. Anche il Tempio dei Dioscuri detto "delle 4 colonne" dedicato a Castore e Polluce è stato parzialmente ricostruito nell’800 assemblando le colonne originali. È l'emblema della città di Agrigento. Il Tempio di Demetra e Kore, divinità della terra, si trova in una sorta di recinto sacro (temenos) che include pozzi e altari di forma circolare destinati ai riti della fecondità della terra e della donna.
Il Tempio di Zeus Olimpio era imponente, decorato da giganteschi telamoni alti 7,60 metri, costruito per rendere omaggio al padre degli Dei dopo la vittoria sui Cartaginesi a Himera.
Il Tempio di Efesto o Vulcano è mal conservato; nei pressi del fiume si trova il Tempio di Asclepio, dedicato al dio della medicina a cui i malati chiedevano guarigioni.
I resti di altri templi si trovano fuori le mura di Akragas, nell’abitato moderno di Agrigento e dintorni attraversato dalla Via Atenea, che offre un altrettanto interessante itinerario Sicilia.

Nel parco archeologico di Agrigento recenti campagne di scavo (2017-2018) hanno portato alla luce a poca distanza dal Tempio della Concordia un teatro ellenistico dal diametro di circa 100 metri, e nel quartiere ellenistico-romano una domus ricca di mosaici e un impianto termale databile intorno al IV secolo d.C.