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Catania

Perchè amerai Catania

…un elefante buono allontanò le bestie feroci che un tempo terrorizzavano i primi abitanti della città. Per gratitudine i cittadini eressero una statua e la chiamarono “U Liotru”. Per Idrisi, famoso cartografo arabo al servizio di Re Ruggero II, l’elefante in pietra lavica era un talismano, edificato in età bizantina, a protezione della città dalle eruzioni dell’Etna.

…tante le origini del sue nome:
“Katane”, grattugia, in riferimento al territorio lavico attorno; “Katina” per la configurazione a conca del terreno attorno alla città; “Katà (presso) – Aitnè (all’Etna); “Balad-El-Fil” o “Medina-El-Fil” (dall’arabo : Città dell’elefante); Katà –Aitnen (in basso all’Etna) è oggi:

Catania

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…a raccontar storia…
Prima ancora della conquista romana da parte di Valerio Messalia, la città venne fondata dai greci provenienti da Calcide in Eubea. Venne poi conquistata da Gerone I di Siracusa e quindi ripresa dagli stessi fondatori.

Durante la Guerra del Peloponneso, la città sostenne Atene in opposizione a Siracusa.
I siracusani che la riconquistarono nel 403 a.C., allontanati i suoi abitanti, la consegnarono ai mercenari campani. Da qui la città conobbe un declino che si risolse alla conquista di Messalia nel 263 a.C.
Divenne colonia dell’impero romano nel 21 a.C. Da questo momento la città coprì ruoli sempre più importanti. Lo testimonia lo sviluppo del tessuto urbano.

Dopo la caduta dell’impero romano venne conquistata dai germani di Teodorico il Grande. Poi dai Bizantini e in seguito dagli Arabi. Fu governata dai Normanni. Gli Svevi ne fecero sede della corte itinerante di Federico II di Svevia. Seguirono gli Angioini, gli Aragonesi, Borboni e Sabaudi. Come tutta la Sicilia, dal 1860, fece parte del Regno d’Italia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, a seguito dello sbarco in Sicilia (denominato “Operazione Husky”) da parte delle truppe alleate, Catania ed il suo interland, oltre a subire bombardamenti, furono teatro di scontri tra la British Army e Forse dell’Asse.
Famosa è la “Battaglia del Simeto” (denominata “Operazione Fustian”), dove le truppe della 1° Divisione aerotrasportata Britannica dovettero affrontare le truppe tedesche della Divisione Goering e il 3° Reggimento della Prima divisione Paracadutisti.
La storia della seconda Guerra mondiale in Sicilia si conclude con il martirio della città di Messina, dove confluirono le truppe Italo-tedesche in fuga, inseguite dalle truppe americane del generale Patton e le truppe anglo-canadesi del Generale Montgomery. Inizia da qui, dopo lo sbarco, il tragico fenomeno delle “marocchinate” ovvero il via libera dato alle truppe coloniali francesi (marocchini, tunisini, senegalesi) di poter commettere ogni abuso sulla popolazione civile.

Va detto che il Vulcano Etna ha avuto un grande ruolo nella storia di Catania e della sua provincia. È stato causa di fortissimi terremoti che hanno distrutto in parte la città. Il popolo catanese ha sempre ricostruito con grande forza e ardore, dando prova di forte tenacia, confortata da una forte devozione religiosa alla sua Santa patrona “S. Agata” che da secoli la protegge.
Oggi Catania è uno dei principali e attivi comuni italiani.

 

…a passeggio tra miti, artisti, arte, cultura e natura
Terra di miti e leggende, Catania lo è davvero. Leggende che parlano di uomini semplici ma straordinari, che con forza e coraggio affrontarono il loro destino.

Proprio al centro di Catania, ed esattamente a piazza Università, troviamo quattro candelabri di bronzo che ci raccontano delle quattro leggende catanesi: la giovane Gammazita, i fratelli pii Anapia e Anfinomo, il Paladino Uzeta e il giovane Colapesce (leggenda questa, la cui trama viene condivisa con la città di Messina)

Una leggenda racconta di una giovane catanese di nome Gammazita che, al tempo degli angioini, turbata dalla pressante e incalzante corte di un soldato francese, preferì morire pur di non violare la promessa fatta al suo futuro sposo.

Un’altra racconta di Anapia e Anfinomo, esempio di pietas filiale. I due giovani contadini, sorpresi da una improvvisa eruzione e dalla conseguente colata lavica, avrebbero potuto salvarsi semplicemente fuggendo, ma per non abbandonare i propri genitori decisero di metterli sulle spalle. Vero è che la corsa fu fortemente compromessa e che la colata lavica stava per raggiungerli. Ma in un attimo il fiume di lava si apri in due per poi ricomporsi: i due fratelli e i genitori si salvarono.

La terza leggenda narra del Paladino Uzeta. Un giovane ragazzo di umili origini che con il suo coraggio riuscì a sconfiggere i Giganti Ursini i quali abitavano all’interno del Castello che prende il loro nome (Ursino). Il re di allora, Federico II di Svevia, fu tanto grato e ammirato da tale coraggio che gli diede in sposa la propria figlia.

A Federico II di Svevia si collega la leggenda di Colapesce, un abile nuotatore in grado di sostenere lunghi periodi sott’acqua. Il re, venuto a conoscenza di tali abilità, volle incontrare il giovane per metterlo alla prova. Dopo una serie di prove fatte in immersione, il giovane Colapesce si accorse che la Sicilia era poggiata su tre colonne: una si trovava a Capo Lilibeo, una a capo Passero e una a Capo Peloro, e proprio quest’ultima, sotto Messina, era incrinata. Colapesce si immerse nuovamente. Ancora oggi sostiene la colonna a difesa di Messina e della Sicilia tutta. Si racconta ancora che, quando si verifica un terremoto, è Cola il quale, stanco di sorreggere la colonna, cambia spalla generando il tremore della terra.

Altri miti: Polifemo, Aci e Galatea, Ulisse sono presenti ad Aci Castello e nella frazione di Aci Trezza (luoghi questi, vicinissimi al centro di Catania).

E’ straordinario come passeggiare per le vie di Catania significhi incontrare antichità di ogni genere.
Le strade incantano per la loro bellezza e maestosità e per le magnificenze artistiche che ti offrono lungo il percorso.
Catania indubbiamente ti affascina. Ti ammalia perché all’interno del suo centro storico accoglie due notevoli testimonianze risalenti al periodo romano, il teatro Odeon e, accanto, il Teatro Romano. In realtà, Il secondo edificio fu costruito in epoca greca, ma venne restaurato tra il I e il II secolo. Coeve sono le altre monumentali strutture, tra le quali alcune costruzioni termali realizzate con pietre laviche.

Obbligo è non perdere Castello Ursino, fondato da Federico II di Svevia nel XIII secolo e oggi sede del museo civico.
Il vero splendore di Catania è il suo Barocco e la sua ricostruzione post terremoto, conserva infatti l’assetto urbanistico progettato dall’architetto Vaccarini: ampie vie rettilinee che si collegano intorno alla principale via Etnea, aperta su piazze e giardini.

Tra queste spettacolari strade si affaccia piazza del Duomo, che si presenta con la caratteristica Fontana “du Liotru”, vero centro della città storica. L’intero centro storico è un dedalo di vie ricche di ogni cosa:

  • Piazza Duomo con la Fontana dell’Elefante, la Cattedrale di Sant’Agata, l’Arcivescovado, il Municipio o Palazzo degli Elefanti, la Fontana del fiume Amenano, l’ex Seminario dei Chierici, Porta Uzeda e la Pescheria;
  • Via Vittorio Emanuele II con le Chiese di Sant’Agata alla Badia e la chiesa di San Placido;
  • Via Dusmet con Palazzo Biscari, le Mura di Carlo V, gli Archi della Marina, Porto di Catania;
  • Piazza dei Martiri con la statua di Sant’Agata, Patrona della Città;
  • Via Vittorio Emanuele II con i settecenteschi palazzi patronali, Convitto Cutelli, il Carcere Borbonico;
  • Via A. di San Giuliano con il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini”, teatro Sangiorgi, Palazzo Manganelli;
  • Via Etnea con il Palazzo San Demetrio, il Palazzo Minoriti su colonnato, chiesa di San Michele Arcangelo, statua di Vincenzo Bellini, Anfiteatro Romano, chiesa di Sant’Agata alla Fornace, Palazzo Tezzano, Palazzo del Toscano, Palazzo delle poste, Giardino Bellini;
  • Via Sant’Euplio e Piazza Roma con statua di re Umberto, alberi secolari del giardino Bellini;
  • Via Santa Maddalena con il convento dei Frati Domenicani, chiesa di S. Domenico, chiesa di Sant’Agata la Vetere, la prima storica cattedrale di Catania, panorama della collina Sangiuliano;
  • Piazza Dante con la basilica di San Nicolò La Rena ed ex Monastero dei Benedettini;
  • Via Teatro Greco con l’Odeon ed annesso Teatro Greco-Romano, convento di clausura di San Benedetto;
  • Via Crociferi con Arco del convento di clausura delle suore benedettine;
  • Piazza S. Francesco con la chiesa dell’Immacolata, casa-museo del musicista Vincenzo Bellini;
  • Rispetto al Barocco presente a Catania, questo fu fonte ispiratrice dei registi Bolognini e Zeffirelli, i quali girarono due pellicole famose: “Il bell’Antonio” e “Storia di una capinera”;

Parchi e giardini a Catania son presenti e anche ben curati, famosa è Villa Bellini, parco urbano di 70.000 mq. I Catanesi, semplicemente, la chiamano “a Villa”.

Catania è culla di scrittori, poeti, attori, cantanti, artisti di caratura internazionale, basta ricordare Giovanni Verga.

Catania è devota a Sant’Agata, la sua protettrice. Ogni anno rinnova la sua devozione con un’importante festa, la terza al mondo, dopo la Settimana Santa a Siviglia e la Festa del Corpus Domini di Guzco in Perù, proprio per il numero di persone che coinvolge e attira.

 

…andar per sapori…
Arrivare a Catania significa prepararsi ad un’esperienza che, oltre a coinvolgere mente e anima, investe anche i cinque sensi e lo fa attraverso il palato. Prodotti e piatti tipici, vini pregiati, frutta a chilometro zero e pesce fresco. Cosa si vuole di più.
Caratteristica dei catanesi sono i piatti a base di pesce. Tipica è la pasta alla norma (con salsa di pomodoro, melenzane fritte e ricotta salata), la pasta con il nero della seppia i “mascolini”. Sono importanti i vini e i dolci, come le olivette di Sant’Agata (dolcini in marzapane)
Vero è che a Catania sono presenti ristoranti rinomati dove si mangia veramente bene, Paninerie Gourmet veramente all’avanguardia, ma è pur vero che Catania è famosa per lo Street Food dove è possibile mangiare dell’ottima carne di cavallo. Elevati sono i servizi forniti dai Truck Food.

 



NOI
….dai, uno slancio e ci raggiungi in questa magnifica terra..
Noi di Discover Messina Sicily, ti raccontiamo di Lei, di questa Catania e lo facciamo attraverso i nostri servizi turistici ed escursioni, con le nostre guide ed i nostri assistenti in italiano, inglese , spagnolo, francese tedesco, russo, rumeno, cinese e nella lingua dei segni.
Noi di Discover Messina Sicily elaboriamo insieme a te il “tuo prossimo racconto di viaggio”,
Ciò che condividerai con le persone che ami.


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