Montalbano Elicona

Alfredo TrimarchiBorghi di Sicilia, Cibo e Vino, Mare e Natura, Montalbano Elicona, Storia e Cultura

Sicilia

Montalbano Elicona

Perché amerai Montalbano Elicona

Da un lato il Mar Tirreno e le Isole Eolie, dall’altro i rilievi dei Monti Nebrodi e, alle spalle, sua maestà l’Etna. Dagli oltre 900 metri s.l.m a cui si trova l’antico borgo di

MONTALBANO ELICONA, Borgo dei Borghi 2015

lo sguardo abbraccia uno scenario di incomparabile bellezza, immerso in una natura incontaminata. Perle del paesaggio sono il bosco secolare di Malabotta –riconosciuto Riserva Naturale Orientata- e i Megaliti dell’Argimusco, figure rocciose magiche e misteriose.

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Secondo gli studiosi, la particolare disposizione delle enormi rocce arenarie, giunte a noi dalla preistoria, è determinata dalla loro funzione di antico osservatorio astronomico luni-solare e di elementi di congiunzione tra la natura ed i culti degli uomini dedicati alla Madre Terra. Montalbano, quindi, le cui radici risalgono a migliaia di anni fa, é situato in uno dei crocevia più importanti della storia di Sicilia: il valico che nell’antichità collegava la colonia greca di Tindari, sul Tirreno, con quella di Taormina, sullo Ionio. Numerose dominazioni si sono susseguite nel tempo, ognuna delle quali ha lasciato delle tracce. La configurazione del borgo risale al periodo della conquista normanna, e il centro storico mostra, dunque, un impianto urbanistico tipico dell’età medievale. Il visitatore che si addentra nella parte antica della città, dominata dal Castello Svevo-Aragonese, si ritrova in una sorta di teatro inserito in un paesaggio senza tempo. La parte principale è senza dubbio affidata al vecchio maniero,la più illustre delle opere architettoniche presenti. Riedificato su preesistenti costruzioni bizantine e arabe, si suddivide in  un fortilizio normanno-svevo nella parte alta, e nel palazzo fortificato svevo-aragonese nella parte bassa. Di particolare effetto è la “cuba” bizantina, la Cappella Reale con tre absidi, che oggi custodisce le spoglie del medico alchimista in odor di eresia, Arnaldo da Villanova. Altra opera architettonica che deve essere inclusa in questo suggestivo scenario è la Chiesa Madre, dedicata a San Nicola ed elevata al rango di Basilica nel 1997. La sua esistenza è documentata fin dal XII secolo ed è quindi di epoca medievale, ma fu rifondata ed ampliata nel 1645. La Basilica ha al suo interno numerose e pregevoli opere d’arte, tra le quali si ricordano: il tabernacolo e la statua marmorea di San Nicola, attribuiti alla scuola del Gagini; un crocifisso ligneo del ‘400; un dipinto raffigurante l’Ultima Cena, attribuito alla scuola di Guido Reni. Da ricordare ancora la piccola Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, medievale, ricostruita nel 1344, con il suo bel portale romanico e la statua di marmo della Santa, della scuola del Gagini. Inoltre, la Chiesa dello Spirito Santo, in stile cataro e il Santuario di Maria SS. della Provvidenza, con la statua lignea della Madonna che, ricoperta di gioielli donati per voto dai fedeli, viene messa sulla vara e portata in processione il 24 Agosto, a cui partecipano centinaia di pellegrini devoti da ogni parte della Sicilia. Infine, non si può non soffermarsi davanti ai portali di Casa Miligi e di Casa Ballarino, dichiarati monumenti nazionali dalla Sovrintendenza nel 1912. Elemento di completamento, la piccola piazza del Portello, magnifico belvedere dal quale, con un solo sguardo, è possibile abbracciare un panorama di sconfinata bellezza: le vicine vette dei Nebrodi, che si perdono fino a giungere al mare, alle Isole Eolie.

La tradizione gastronomica di questo borgo è tutta legata all’antica civiltà contadina e pastorale: ingredienti semplici e genuini per una cucina ricca di colori, odori e sapori. La pasta e fagioli, le fave “a maccu” e i maccheroni, piatti semplici che acquistano un sapore unico grazie all’aggiunta di ingredienti come il finocchietto selvatico e a scurcilla nella pasta e fagioli, u sutta e suvra e la ricotta a forno grattugiata sui maccheroni al sugo di maialino nero dei Nebrodi. Particolare è la lavorazione dei maccheroni, per la quale viene utilizzato un sottilissimo bastoncino di giunco. Ottimi i prodotti della pastorizia: ricotta (fresca, salata ed infornata), formaggi e provole, queste ultime presentate anche sotto forma di figure animali, i cavalluzzi ri tumma, da gustare con il pane locale appena sfornato. Di pari bontà sono gli insaccati, così come i dolci tradizionali alla nocciola e i biscotti a cimino, legati alla tradizione pasquale, unici in tutta l’Isola, le nuvolette e le cullure.Direttamente dalla sorgente, poi, si può “gustare” in contrada Melizzo l’acqua Fontalba, prodotta nello stabilimento di Montalbano Acque.


NOI

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Noi di Discover Messina Sicily, ti raccontiamo di questo borgo e lo facciamo attraverso i nostri servizi turistici ed escursioni, con le nostre guide ed i nostri assistenti in italiano, inglese , spagnolo, francese tedesco, russo, rumeno, cinese e nella lingua dei segni.

Noi di Discover Messina Sicily elaboriamo insieme a te il “tuo prossimo racconto di viaggio”, ciò che condividerai con le persone che ami.


Cosa vedere a Montalbano Elicona


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