Sicilia

Tindari

Perché amerai Tindari

Eccoci a Tindari, piacevole luogo che fa parte del comune di Patti (provincia di Messina).
Già il suo nome è importante come la sua storia, deriva da Tindaro, re di Sparta. In tutti i casi venne fondata per volere di Dionisio I di Siracusa nel 396 a.C., da un gruppo di suoi mercenari i quali erano coinvolti nella guerra contro Cartagine.
La storia di Tindari, vista la sua posizione strategica, è un susseguirsi di cambi di comando e scenario di importanti battaglie navali che mutarono il corso della storia sin dai tempi antichi.

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Si avvicendarono con le loro basi navali cartaginesi e romani. Famosa in tal senso è la battaglia di Tindari, dove i cartaginesi videro la loro flotta distrutta dalle navi dell’impero romano.

Di seguito, passato il tempo dovuto, venne conquistata dai bizantini e successivamente rasa al suolo dagli arabi.

Oggi Tindari, oltre che per la presenza del Tetro Greco del III e II secolo a.C., ancora oggi ben conservato, e la cui acustica perfetta ha permesso sin’ora la realizzazione di parecchi eventi legati al teatro e alla musica Jazz, è conosciuta per la presenza di un famoso Santuario dedicato alla “Madonna Nera”, venerata da un altissimo numero di fedeli, al punto da essere uno dei più importanti Santuari della Sicilia.

Si narra che nell’anno 726 l’Imperatore d’Oriente Leone III Isaurico, proibendo il culto delle statue sacre ne ordinò la distruzione. La scultura lignea della Vergine venne quindi affidata dai fedeli, per evitarne la distruzione, a dei marinai. Durante l’attraversamento del mar Tirreno la nave venne sorpresa da una tempesta tanto violenta da costringere il comandante a ricoverare l’imbarcazione presso il golfo sottostante Tindari. Quando tutto finì nessuno era in grado di far ripartire la nave. Solo quando l’involucro che conteneva la scultura venne scaricato a terra, essa riuscì a partire. Fu così che da quel momento Tindari divenne un luogo di venerazione.

La seconda leggenda, sempre legata al culto della “Madonna Nera”, lega il promontorio del Tindari ai Laghetti di Marinello, situati nella parte sottostante il promontorio.

Si racconta che una fedele arrivata a Tindari per ringraziare la Vergine della grazia ricevuta, una volta notato che la Madonna era di pelle scura, non gradendone l’aspetto, espresse un cattivo commento. Nello stesso istante accadde che la bimba, sportasi dal promontorio, cadde giù rovinosamente. La madre richiese una seconda grazia che le venne accordata e la bimba fu presa in volo da angeli e deposta sana e salva sulla spiaggia di Marinello. Da qui il culto che lega il popolo dei fedeli alla Santissima Madre.

Ma Tindari è anche luogo di ispirazione letteraria: il premio Nobel Salvatore Quasimodo le dedicò la celebre poesia “Vento a Tindari” e Andrea Camilleri le ha intitolato un suo famoso libro “la gita a Tindari”, oggetto poi di una della famosa serie televisiva il “Commissario Montalbano”.

Tindari storia, mito, cultura, letteratura cinema.

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