Due perle siciliane da scoprire: Sciacca e Selinunte

Chiara Todaro Arte e Musei, Mare e Natura, Shopping e Tempo libero, Sicilia occidentale, Storia e Cultura Leave a Comment

Dei paesi in provincia di Agrigento, Sciacca è senza dubbio una destinazione turistica molto apprezzata durante tutto l'anno: d'inverno, per il caratteristico Carnevale a Sciacca, tra le manifestazioni più rappresentative del Carnevale Sicilia, d'estate come destinazione balneare con il suo mare pulito e cristallino, e in generale per il turismo termale (Sciacca terme). Sciacca infatti offre alcune famose terme in Sicilia, chiamate dai Romani Thermae Seluntinae. Scopriamo insieme le attrazioni di Sciacca Agrigento, vivace e coloratissimo borgo marinaro, a due passi dalla Valle dei Templi di Agrigento e da Selinunte area archeologica e da Scala dei Turchi.

Cosa vedere ad Agrigento: Sciacca

Se stai pensando a un tour Sicilia, ti consigliamo Agrigento e dintorni, dove perderti nella Valle dei Templi tra la maestosità dei templi dorici del V secolo a. C. e rilassarti nelle vicine località balneari come Scala dei Turchi, Porto Empedocle-Lampedusa e Sciacca. Sciacca Agrigento è il luogo ideale in cui godere sia delle bellezze architettoniche, con chiese e monumenti che risentono dell'influenza arabo-normanna, sia delle tranquille spiagge oppure, per dei momenti di puro relax, degli stabilimenti di Sciacca terme, tra i più frequentati ogni anno. Sciacca è anche un famoso centro di produzione per le ceramiche artistiche di Sicilia, insieme a Caltagirone e Santo Stefano di Camastra. La ceramica di Sciacca è il prodotto dell'artigianato locale, con vasi e piatti murali maiolicati, caratterizzati da colori vivaci e raffiguranti soggetti che vanno dal sacro al profano. Le ceramiche Sciacca rappresentano un pregio e un vanto per l'economia della città, insieme al corallo, "l'oro rosso" di Sciacca. La sua raccolta iniziò nella seconda metà dell'800: il fondale antistante la costa ne è molto ricco, e spesso capita che rimanga impigliato nelle reti dei pescatori. Numerosi sono gli oggetti preziosi realizzati in corallo di Sciacca, prevalentemente monili e gioielli.

Si ritiene che il territorio di Sciacca fu abitato sin dalla preistoria, come testimoniano i ritrovamenti archeologici, e in seguito abitato dai Sicani come altri paesi in provincia di Agrigento nella Sicilia occidentale. A Sciacca è attestata la presenza degli Arabi e dei Normanni, come testimoniano ancora oggi i monumenti del centro storico risalenti al Medioevo, in particolare si potranno ammirare tre delle cinque porte della città inserite nel circuito fortificato: Porta Palermo, Porta San Calogero e Porta San Salvatore.

A Sciacca è molto sentita la devozione verso la Madonna del Soccorso, in quanto liberò la città dalla peste nel 1626. La tradizione dice che la statua della Madonna fu trovata in mare e portata in processione alla Chiesa Madre dai pescatori. Ancora oggi, il 2 Febbraio e il 5 Agosto, il simulacro della Madonna del Soccorso è portato in processione da 100 marinai scalzi, a ricordo dell'evento miracoloso. La statua della patrona è oggi custodita nella Chiesa Madre o Matrice di Sciacca. Da visitare a Sciacca è anche la Chiesa di San Michele, nota per conservare dal 1901 la reliquia delle Sacre Spine. Le Sacre Spine furono donate nel 1386 da Guglielmo II Peralta (detto Guglielmone III Conte di Caltabellotta) e sua moglie Eleonora d’Aragona, figlia di Giovanni di Sicilia, duca d’Atene e marchese di Randazzo, reggente della Sicilia dal 1342 al 1348, in occasione dell'inaugurazione della Chiesa e del Monastero di Maria Santissima dell'Itria, conosciuta come Badia Grande, di Sciacca. Le reliquie erano appartenute agli Angiò e passarono alla famiglia reale aragonese a seguito di matrimoni ed eredità. La chiesa è a tre navate, e presenta un portale barocco frutto di un restauro avvenuto nel primo Seicento, come le decorazioni in stucco e gli affreschi dell'interno. Tra le opere di rilievo spiccano un fonte battesimale del 1581, una tavola quattrocentesca di San Girolamo; un polittico cinquecentesco e un crocifisso di stile gotico-catalano.

Selinunte area archeologica

Per una visita di Sciacca Agrigento e dintorni, da non perdere è l'area archeologica di Selinunte che custodisce ben 7 templi greci di ordine dorico, risalenti intorno al 470 a.C. Il tempio meglio conservato di Selinunte è il cosiddetto “Tempio E” o Tempio di Era, consacrato alla divinità sulla collina a est dell'acropoli della città. Il tempio più antico invece è quello di Apollo (“Tempio C”), di cui sono visibili 14 colonne delle 17 che costituivano il lato nord. Da entrambi i templi di Selinunte sono state rinvenute metope e le tipiche gorgoneia a decoro dei frontoni come simbolo scaramantico e apotropaico, oggi conservati presso il Museo Archeologico Antonio Salinas di Palermo. Selinunte area archeologica comprende diversi santuari, due necropoli e le cave di Cusa, complesso roccioso dal quale provengono i banchi di pietra utilizzati per la costruzione dei templi. Visitando questo incredibile Parco archeologico, ripercorreremo le tappe della fondazione della colonia greca di Selinon, le fasi dei conflitti con la storica rivale Segesta fino all'insediamento dei Cartaginesi e al lento declino di Selinunte in seguito alle guerre puniche.

Ti aspettiamo per vivere insieme una nuova Esperienza in Sicilia alla scoperta di Sciacca e Selinunte, immersi nel fascino delle bellezze architettoniche e nella bontà della tavola.