Esperienze in Sicilia: Cefalù

Chiara Todaro Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Palermo, Storia e Cultura Leave a Comment

“Esperienze in Sicilia” è un’occasione per visitare un caratteristico borgo siciliano: Cefalù, in provincia di Palermo. Cefalù, affacciata sul mare, oltre a essere vincitore del concorso “I Borghi più belli d’Italia” nel 2005, dal 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell’Unesco all’interno dell’itinerario culturale arabo-normanno insieme a Palermo e Monreale, con le loro bellissime Cattedrali ricche di mosaici.

Cefalù è una meta culturale molto apprezzata per gli appassionati di arte: sarà interessante la visita guidata al Museo Mandralisca per poter ammirare due opere di Antonello da Messina. Si tratta di due ritratti che costituiscono la Mostra “Scoprici”: il Ritratto d’uomo conosciuto come “L’ignoto Marinaio”, già presente nel catalogo del Museo Mandralisca, e il Ritratto d’uomo detto “Malaspina” dal Museo Civico di Pavia. Le opere, poste una di fronte all’altra, si guardano a vicenda, fronteggiandosi, rispecchiando due fasi della carriera di Antonello da Messina, quella della giovinezza e quella della maturità, l’esperienza. Il ritratto di ignoto marinaio è probabilmente l’opera più emblematica dell’artista messinese, a causa del suo ghigno beffardo e misterioso.

Una visita guidata nel centro storico: la Cattedrale di Cefalù

 

La Cattedrale di Cefalù è certamente l’elemento più rappresentativo della città. Dal punto di vista architettonico, il Duomo di Cefalù si inserisce nel modello romanico delle Cattedrali normanne e presenta inevitabili influenze dell’architettura araba.

La Cattedrale di Cefalù fu realizzata nel 1131 per volontà di Ruggero II d’Altavilla che, secondo la tradizione, approdando a Cefalù a seguito a una tempesta durante il viaggio di ritorno a Palermo da Salerno, promise di edificare una chiesa dedicandola al Santissimo Salvatore e ai SS. Pietro e Paolo. Alla morte di Ruggero II, il 28 febbraio 1154 l’edificio sacro risultava incompiuto, eccetto la zona presbiteriale, che è fedele al progetto originario del sovrano. Suo figlio Guglielmo I, durante gli anni successivi, si interessò dell’edificazione del Duomo di Monreale trascurando le volontà del padre e dunque il Duomo di Cefalù fu definitivamente completato in età post-federiciana. All’interno, è molto apprezzabile la copertura della navata centrale, databile intorno al 1170, unico esempio superstite di carpenteria normanna ancora visibile, con interessantissime decorazioni di matrice islamica.

La Cattedrale di Cefalù presenta una pianta basilicale, a croce latina a tre navate e tre absidi orientate, come vuole la tradizione delle architetture religiose medievali. Le navate sono separate tra loro da 16 colonne, 14 di granito rosa e 2 di marmo cipollino, impreziosite da capitelli finemente intagliati. Si tratta verosimilmente di spogli di epoca romana (probabilmente del II sec. d.C.), provenienti dai templi pagani.

Tuttavia, i mosaici di maestranze bizantine sono i veri protagonisti dell’apparato decorativo della Cattedrale di Cefalù: domina l’abside centrale il Cristo Pantocratore (presente anche nelle Cattedrali di Palermo, Monreale e Messina). Le tre dita della mano destra indicano la Trinità, mentre le altre due, unite quasi a formare un arco, indicano la duplice natura umana e divina del Cristo. Con la mano sinistra Gesù tiene il libro dei Vangeli dove si legge, in greco e in latino: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita” (Giovanni, 8-12).

La Cattedrale di Cefalù comprende un elegante chiostro normanno a colonne binate, che è il più antico esistente in Sicilia. Le sculture dei capitelli, con raffigurazioni tipiche dell’erbario e bestiario medievale, sono di scuola romanico-pugliese: le decorazioni esprimono un messaggio teologico, ovvero la via della salvezza dal peccato.

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