Esperienze in Sicilia: Trapani ed Erice

Chiara TodaroArte e Musei, Cibo e VinoLeave a Comment

“Esperienze in Sicilia” approda nella Sicilia Occidentale, alla scoperta di Trapani.

Trapani ha origini mitologiche: una falce caduta alla dea Cerere prende la forma di lingua di terra dando vita a una città chiamata Drepanon. Secondo le fonti storiche, la città è stata fondata dagli Elimi prima della caduta di Troia. Gli Elimi si allearono prima con i Sicani e poi con i Fenici di Cartagine. In questo periodo la città vive un periodo di ricchezza e prosperità. Durante le guerre puniche, la città viene dotata di strutture fortificate e difensive. I Romani conquistano Trapani nel 241 a.C. nella Battaglia delle Isole Egadi. La città passa sotto il dominio romano e diventa Drepanum, e in seguito a un periodo di crisi perde il suo splendore e la sua centralità nei traffici marittimi. Dopo i Romani, seguirono i Bizantini e gli Arabi. Con la conquista dell’isola da parte dei Normanni la città ritrova il suo splendore anche nei traffici commerciali, divenendo un punto di riferimento per le città marinare più importanti del Mediterraneo.

Trapani è considerata la città del sale, per la presenza di numerose saline situate nella Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco, gestita dal WWF Italia. Dai documenti storici, la presenza delle saline è attestata già nel periodo della dominazione normanna in Sicilia, testimoniando che la lavorazione del sale ha origini molto antiche, e la sua commercializzazione ha rappresentato in tutto il Mediterraneo una fonte rilevante per l’economia del territorio. La via del Sale è punteggiata da alcuni mulini a vento, utilizzati sia per la macinazione del sale sia per il pompaggio dell'acqua salata da una vasca all'altra. All’interno della Riserva si trova il Museo del sale, realizzato in una fattoria del Seicento adibita alla molitura del sale, raccoglie una collezione di antichi strumenti di lavoro dei salinari e foto d’epoca. Si ripercorrono le tappe della lavorazione del sale dalla molitura, alla cristallizzazione e infine alla raccolta.

Il centro storico di Trapani è caratterizzato da numerosi esempi di architettura gotica, barocca e neoclassica. Oltre gli edifici religiosi, si trovano anche palazzi storici e aristocratici appartenuti a notevoli personaggi trapanesi e siciliani.

La chiesa senza dubbio più antica è la Chiesa di Sant’Agostino, edificata nel 1101 come cappella dei Cavalieri templari e dedicata a San Giovanni Battista. Nel 1312, Federico III di Sicilia la affidò ai Padri Agostiniani che la ampliarono. La facciata presenta un maestoso rosone (di stile gotico-chiaramontano del XIV secolo), decorato con i simboli delle tre principali religioni monoteiste: le gelosie traforate, diffuse nelle architetture arabe, le stelle di Davide, ebraiche, e l'Agnus Dei, simbolo cristologico, che si trova al centro. Sul portale in stile gotico si trova una scultura della Madonna col Bambino di Gagini.

La Cattedrale di Trapani è dedicata a San Lorenzo. La facciata settecentesca presenta decorazioni barocche ed è costituita un pronao a tre campate con arco a tutto sesto. Al suo interno, nella navata destra potremo ammirare “La Crocifissione” di Antoon van Dyck, opera del 1640 realizzata durante il soggiorno siciliano del pittore fiammingo. Tra le altre opere presenti, nella Cappella della Deposizione nella navata sinistra si trova un altro dipinto di scuola fiamminga con “La Deposizione dalla Croce”, databile tra il 1634 e il 1636, ispirato all'omonimo capolavoro di Pieter Paul Rubens. Nel transetto, a decorare i due altari neoclassici dedicati a San Lorenzo e a Santo Stefano Protomartire, si trovano la pala del Martirio di San Lorenzo (XVII secolo) e la pala della Lapidazione di Santo Stefano (XVIII secolo).

Un altro luogo di culto, meta di moltissimi visitatori e pellegrini, è la Basilica-santuario di Maria Santissima Annunziata, in cui è venerata la statua della Madonna di Trapani: la tradizione vuole che la nave di un cavaliere templare pisano, proveniente dalla Siria, approdò a Trapani in seguito a una tempesta, e per la grazia ottenuta donò la statua come ex voto al Senato cittadino, sicuramente dopo l’anno 1290.

La Chiesa del Collegio dei Gesuiti, bellissimo esempio di architettura barocca impreziosita da marmi mischi e stucchi. L'edificio fu commissionato dai Padri della Compagnia di Gesù e realizzato tra il 1580 ed il 1679 su progetto dell’architetto messinese Natale Masuccio. Era affiancato dal Collegio che dopo la soppressione degli ordini religiosi stabilita dalle leggi eversive è stato utilizzato come scuola e come uffici del Tribunale. La consacrazione avvenne nel 1705. La facciata e l’interno sono molto eleganti e ricchi di decorazioni. All’interno della Chiesa si trovano statue della Madonna di Trapani, di Santa Rosalia (1717) e dipinti raffiguranti San Francesco Saverio (opera di Pietro Novelli), Sant’Alberto degli Abbati e Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia, posto all’interno di un’edicola decorata da colonne tortili e timpano spezzato.

A Trapani si trova anche un modesto quartiere ebraico. Palazzo Ciambra (del XVI secolo), sito in Via della Giudecca, ingloba una parte dell’edificio edificato dalla famiglia dei banchieri Sala tra la fine del 1300 e l'inizio del 1400. La famiglia Ciambra ne entrò in possesso dopo l'espulsione degli ebrei dalla Sicilia nel 1492, e la sua architettura è arricchita dal bugnato a punta di diamante in stile plateresco di derivazione catalana. Le finestre sono realizzate con conci squadrati, riccamente abbellite in stile gotico-rinascimentale. All'interno si trova un pregevole giardino con un pozzo e una scala (bene monumentale dal 1939).

Una spettacolare funivia panoramica collega Trapani con Erice, che domina il paesaggio sulle Isole Egadi. Le origini di Erice sono legate al culto della dea Afrodite venerata in un santuario detto “thémenos”. Secondo lo storico Diodoro Siculo, Erice era figlia di Afrodite e aveva lei stessa eretto il luogo sacro dedicato a sua madre. Sulle rovine del luogo sacro greco poi trasformato in tempio dedicato a Venere dai Romani, sorge oggi il Castello Normanno, detto Castrum Montis Sancti Juliani, conosciuto anche come Castello di Venere, fortezza dell’XI-XII secolo. Contemporanea al Castello risale la costruzione della piccola Chiesa dedicata a Santa Maria della Neve. All’interno della città medievale, caratterizzata da vicoli e vicoletti, si trovano le cosiddette Torri del Balio, un tempo collegate al Castello attraverso ponti levatoi, in cui soggiornava un funzionario chiamato Bajulo che provvedeva all’amministrazione giuridica e finanziaria della città. Nell’Ottocento, l’intera area venne bonificata e i ruderi restaurati, inoltre venne realizzato un delizioso giardino all’inglese (Giardino del Balio).

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