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Fata Morgana, il mito dello Stretto da “sfatare” in 2 punti

Fata Morgana, per gli abitanti di ambedue le sponde dello Stretto di Messina, è probabilmente la leggenda meno leggenda fra tutte, quella a cui credere maggiormente.

Questo perché, sebbene viviamo in un luogo imbevuto di miti e leggende (con cui siamo soliti spiegare sulla scorta degli antichi greci usi, costumi e tradizioni), quando, come in questo caso, ci si trova di fronte ad un fenomeno naturale tangibile e visibile, esso finisce col perdere quell’alone di mera fantasia perduta in un tempo remoto, per assumere invece connotati più reali, umanizzati.

Pertanto, essendo il fenomeno della fata Morgana qualcosa di a noi molto familiare, perché sotto gli occhi di tutti gli strettesi, ci viene più facile personificarla e immaginarsela lì, col suo palazzo di cristallo a pochi chilometri tra la Sicilia e la vicina costa calabra che inganna i naviganti che attraversano lo Stretto di Messina facendo loro credere di approdare a Messina o a Reggio Calabria per poi naufragare invece rovinosamente fra le sue braccia.

Fata Morgana, quando la natura ispira la leggenda

Fata Morgana è la terza figura leggendaria femminile che vive nelle acque dello Stretto, a fianco  dei più famosi mostri marini Scilla e Cariddi, a testimonianza di quanto la figura femminile abbia da sempre nella cultura popolare una potente valenza incantatrice e allo stesso tempo fatale per l’uomo.

Se volete approfondirne l’aspetto puramente leggendario, o se non lo conoscete ancora, vi consiglio di visualizzare il video sulla Fata Morgana che la mia collega Mariarita ha realizzato sul nostro canale Youtube.

L’effetto Fata Morgana in realtà non è altro che un fenomeno ottico che si verifica a causa di determinate condizioni atmosferiche, effetto che ha dato vita ad una leggenda che molto spesso erroneamente, noi messinesi in particolare, crediamo esclusiva della nostra zona. In due punti, vi spiegherò perché non è così!

Morgana: oltre il tempo e lo Spazio dello Stretto di Messina

Se rientrate nella categoria di coloro che vedono il connubio Fata Morgana Stretto di Messina come esclusivo e inscindibile, dovreste sapere che:

La Fata Morgana nasce come leggenda nella mitologia celtica, in cui compaiono le prime attestazioni di riferimenti alla Dea Morgana (Modron o Morrigan) da cui presumibilmente si è desunto il nome della fata a noi nota.

Esso non è, pertanto, un mito prettamente siciliano ma d’importazione, come la nostra storia plurima e variegata ci insegna anche in molti altri casi. Lo possiamo ben intendere dall’accostamento di fata e castello, elementi principe dell’immaginario collettivo celtico ma ben distanti da quello nostrano.

Successivamente, la Fata Morgana, entra nel ciclo bretone, con cui approda in Sicilia. Morgana, infatti, è la sorella di Re Artù, e dopo averlo accompagnato ai piedi dell’Etna decide di stanziarsi nelle acque dello stretto. L’etimologia del nome Morgana pare lasciare pochi dubbi sulla sua connessione con l’elemento acquifero: vuol dire infatti, in lingua bretone “fata delle acque”.

La Sicilia, da sempre terra d’inclusione e mistura di popolazioni che frapponendosi tra loro hanno dato vita ad una cultura profondamente complessa, variegata e contraddittoria, ha sicuramente il merito di rielaborare e fare proprie, come Efesto nella sua fucina, le armi di narrazioni a noi estranee tanto da farne dimenticare le reali origini, marchiandole col fuoco dell’Etna come nostre.

Ed è così che l’effetto Fata Morgana si evolve sull’isola, in bilico tra leggenda e fenomeno ottico-atmosferico. sino ad arrivare alla più recente versione in cui nel 1060, l’ammaliante Morgana si propone di aiutare il conte Ruggero nel suo intento di liberare la Sicilia dalla presenza dei Musulmani.

Non solo la Fata Morgana non nasce dalla schiuma delle acque dello Stretto, ma non ha nemmeno esclusiva residenza qui, come ci vantiamo e ci piace pensare. Il fenomeno fata Morgana è difatti più diffuso nel mondo di quanto si pensi!

Nell’ambito territoriale italiano ne è attestata la presenza nei laghi e nei litorali in particolare del sud Italia, dal Salento a Mazara del Vallo, ma anche sulla riviera di Ponente ligure. Spostandoci nel Nuovo Continente la ritroviamo nel deserto del Mojave e nella regione dei grandi laghi, e poi ancora in Canada, in Irlanda, in Norvegia (dove probabilmente ha visto i natali) e in Tunisia.

Occorre precisare, se non fosse chiaro, che l’effetto fata Morgana non è costantemente osservabile in nessuno di questi luoghi sopracitati, ma che è sempre un rarissimo frutto di particolari dinamiche climatiche.

Noi di Discover Messina Sicily vi aspettiamo sullo Stretto, ad ammirare la nostra Fata Morgana, che non sarà l’originale ma è certamente la più famosa!

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