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Sicilia da visitare: Il Castello Donnafugata

Tania Scipilliti Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Cibo e Vino, Modica, Noto, Ragusa, Sicilia orientale, Storia e Cultura Leave a Comment

A una decina di chilometri da Ragusa, il comune più a sud d'Italia patrimonio dell'Unesco per l'arte barocca del Val di Noto, si trova uno tra i più bei castelli in Sicilia, il tardo ottocentesco Castello Donnafugata, il cui ampio loggiato costituisce un vero e proprio gioiello di architettura neogotica, stile che in Sicilia vanta pochissimi esemplari e di cui il Castello di donna fugata ne caratterizza sicuramente l'esemplare più conosciuto.

Il castello Donna fugata copre una superficie di circa 2500 metri quadri e si trova immerso nel verde di un parco di carrubeti grande circa 8 ettari di terreno, nella cui vegetazione si possono rintracciare anche interessanti elementi decorativi ed architettonici tra cui un labirinto in pietra. L'edificio del castello Donnafugata si articola su 3 livelli che conservano in maniera quasi del tutto originale la maggior parte del raffinato e sontuoso arredamento.

Le vari fasi edilizie abbracciano vari secoli e scarsa è la documentazione a riguardo, ma sembrerebbe che la primordiale costruzione all'interno del vasto feudo dovette avvenire presumibilmente intorno all'anno 1000 e limitarsi ad una sola torre di avvistamento, inglobata oggi al complesso architettonico. Fu infatti nel Medioevo che i Saraceni conquistarono la Sicilia e la fortificarono nei punti che ritenevano di importanza strategica. Nel 1300 per volere dei Chiaramonte (una delle più blasonate famiglie di conti che ha segnato la storia della nostra isola) alla torre fu aggiunto il corpo edilizio del castello Donnafugata così come lo conosciamo adesso. Nel 1648 il feudo passa sotto la protezione degli Arezzo, ma fu solo durante il XIX secolo che il barone siciliano Corrado Arezzo de Spuches, a cui il castello Donnafugata deve il suo aspetto attuale, decise di rimaneggiare quella che era per lui la residenza estiva di famiglia e adibirla a quello che si presenta oggi come uno de i castelli più belli d'Italia. Esso conta al suo interno ben 122 ambienti ma solo alcune di esse, per motivi logistici, sono aperte al pubblico, tra cui il cosiddetto Piano Nobile e la Galleria del Costume.

Il castello Donnafugata, dal 1982, è stato acquisito dall'Amministrazione comunale di Ragusa che ne ha gestito i restauri al fine di poter renderlo fruibile ai numerosi visitatori e alle coppie di innamorati che desiderano convolare a nozze e celebrare questo magico evento in una cornice unica e fiabesca!

Castello Donnafugata: dal Gattopardo al commissario Montalbano

Svariati sono i castelli da visitare in Sicilia durante la vostra permanenza in quella che è l'isola più grande non solo della penisola Italiana ma anche del Mar Mediterraneo, ma se avete il desiderio di visitare un castello in Sicilia che non abbia solamente una pregnanza dal punto di vista storico e artistico, vi farà piacere conoscere alcune chicche e curiosità a riguardo del castello Donnafugata che aggiungono ancora più prestigio a quello che è di per sé un notabile esempio di architettura. Esso, infatti, non è semplicemente uno tra i castelli sicilia più belli, ma anche uno dei più famosi grazie a delle opere d'arte che l'hanno reso celebre al grande pubblico dandogli il lustro che merita, soprattutto facendo sì che non cadesse nel dimenticatoio come purtroppo è accaduto per numerose altre bellezze che albergano la nostra tanto amata terra e che noi siciliani stiamo cercando di recuperare.

Avrete sicuramente visto o sentito parlare del film il gattopardo, un must del cinema italiano diretto dal grande maestro e regista Luchino Visconti e interpretato dai bellissimi Alain Delon e Claudia Cardinale, uscito sul grande schermo nel 1963, a raccontare con l'ausilio dell'immagine la Sicilia tormentata e dai contorni lascivi che il palermitano Giuseppe Tomasi di Lampedusa, noto ai più anche come Tommaso di Lampedusa narra nell'omonimo romanzo storico del 1958. Il Gattopardo è un capolavoro della letteratura siciliana entrato a pieno regime nel canone letterario italiano, che narra le vicende svoltesi in Sicilia nei primi cinquant'anni di Risorgimento post unitario italiano. Sia nel romanzo che nel colossal che ne è stato tratto, il protagonista, Don Fabrizio di Salina, interpretato da Burt Lancaster, trascorre le sue vacanze estive al sontuoso castello Donnafugata. Una citazione tratta dalla pellicola è diventata famosa perché rispecchia il sentire siciliano, l'atmosfera che se ne respira, la nostra indole, ma che può essere adattata e cucita alla vita di ognuno di noi, ossia: "cambiare tutto per non cambiare niente". Questa frase può voler dire nulla e moltissimo al tempo stesso, la sua magia risiede proprio in questo.

Sempre rimanendo in ambito cinematografico, il castello Donnafugata si è prestato anche come set per girare alcune scene di un altro film tratto da un altro romanzo siciliano, I Viceré di Federico de Roberto. Uscito al cinema nel 2007, si rifà al romanzo omonimo che tratta la storia del Risorgimento nel Mezzogiorno d'Italia attraverso le vicende di una famiglia catanese, gli Uzeda, discendenti appunto dai Viceré spagnoli che governavano sull'isola nel XVI secolo.

Last but not least, come direbbero gli inglesi, il castello Donnafugata si è reso celebre negli ultimi anni grazie al commissario Montalbano, personaggio nato dalla penna del recentemente scomparso e compianto maestro Andrea Camilleri. Esistono vari tour che seguono le orme del commissario più amato dagli italiani (e non solo), interpretato dal bravo Luca Zingaretti. Il castello di donnafugata montalbano è diventato quindi un connubio, una tappa irrinunciabile per gli amanti della serie che vogliono vedere di persona i luoghi in cui essa trova frequentemente ambientazione.

Anche lo staff di Discover Messina si spingerà nel ragusano per visitare il castello Donnafugata, Modica e Noto. L'evento è previsto per il weekend del 18/19 gennaio, un'occasione da non perdere! Segui i nostri profili social per ulteriori aggiornamenti.