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Il Padrino compie 50 anni

Chiara Todaro Borghi di Sicilia, Forza D'Agrò, Savoca, Savoca, Storia e Cultura Leave a Comment

A 50 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche, Il Padrino risulta essere uno dei film più visti a livello mondiale. Un film che ha molto a che fare con la Sicilia, sotto tutti i punti di vista: il tema, i luoghi del Padrino e alcuni personaggi che lo hanno intrepretato e reso immortale. Chi non ha mai canticchiato la colonna sonora del Padrino? Già al sentire le prime note, sembra di immergersi nei contesti e nei luoghi del Padrino degli anni ’70: la colonna sonora del Padrino è una delle più famose nella storia del cinema, ed è ancora oggi oggetto di reinterpretazioni in tutti i generi musicali.

Il Padrino è stato presentato il 15 Marzo del 1972 a New York, dagli USA fu poi trasmesso in tutto il mondo entro la fine dello stesso anno: arrivò nelle sale italiane il 14 Settembre 1972. Premiato con tre premi Oscar, Il Padrino è stato campione di incassi in America con oltre 135 milioni di dollari (di cui solo 86 milioni di dollari incassati negli USA). Distribuito in altre nazioni, continuò ad avere un grandioso successo arrivando a incassare un totale di 286.234.000 di dollari in tutto il mondo. In Italia fu la pellicola campione d’incassi della stagione, totalizzando circa 10 miliardi di lire (oltre 58 milioni di euro), mantenendo il titolo fino al 2010 quando fu soppiantato da Avatar di James Cameron. Dal suo debutto nel 1972 a oggi, Il Padrino ha incassato in tutto il mondo 1.144.234.000 di dollari.


Il Padrino dal romanzo al grande schermo: un cast made in Italy per la saga The Godfather

Il capolavoro cinematografico, da cui sono stati tratti due sequel, si ispira all’omonimo romanzo di Mario Puzo (pubblicato nel 1969), scrittore italoamericano cresciuto a Little Italy di Manhattan da genitori originari della provincia di Avellino, che ricoprì anche le vesti di sceneggiatore del film Il Padrino, premiato con due Premi Oscar alla “migliore sceneggiatura non originale” per i primi due capitoli della trilogia (1973 e 1975). La trilogia del Padrino è tratta dalle vicende descritte nel romanzo di Mario Puzo:

Il padrino (1972), il quale racconta l’ascesa della famiglia Corleone negli Stati Uniti e le vicende di Micheal Corleone fuggito in Sicilia nella terra natìa del padre;

Il padrino Parte II (1974), in cui si fa un passo indietro circa la giovinezza di Don Vito Corleone (raccontata nella parte terza del romanzo di Mario Puzo), accanto alle vicende del figlio Michael;

Il padrino Parte III (1990), in cui Michael Corleone, ormai anziano, cederà il comando al nipote Vincent Mancini.

Se Il Padrino ha avuto talmente tanta fama a livello internazionale, è dovuto ai personaggi iconici che lo hanno diretto e interpretato.

Mario Puzo, prima di scrivere Il Padrino, si era dedicato al giornalismo e a un altro romanzo riguardante i temi dell’immigrazione italiana: ma è con la famiglia di Don Vito Corleone che raggiungerà il successo, rassodato ancora di più dall’adattamento per il cinema. In seguito pubblicherà altri romanzi gangster: “Il Siciliano” (1984), “L’ultimo Padrino” (1996) e “Omertà” (2000).

Francis Ford Coppola è il regista italoamericano che ha portato in scena “Il Padrino” dalle pagine del romanzo di Mario Puzo. Discende da antenati italiani: il nonno Agostino Coppola, originario di Bernalda (provincia di Matera), e la nonna Maria Zasa, originaria di Napoli, emigrarono a New York nel 1904.

Marlon Brando, il personaggio più epico della storia del film Il Padrino, ha vestito i panni di Don Corleone solo nel primo capitolo della trilogia del Padrino. Nel 1973 vinse l’Oscar al migliore attore protagonista (premio non ritirato per protesta in merito alle ingiustizie sociali verso i nativi americani) e il Golden Globe come migliore attore in un film drammatico. Sono celebri e iconiche le sue pose e le sue battute, la più memorabile di tutte “Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare”, il suo abbigliamento formale tipico degli uomini del secondo dopoguerra: abito scuro doppiopetto, spesso indossato con gilet, con papillon o cravatta e cappello, e la rosa rossa sul bavero della giacca.

Ma non finisce qui: nel cast del film Il Padrino troviamo una notizia per molti inaspettata.

Chi l’avrebbe mai detto che Michael Corleone è messinese? Al Pacino (Alfredo James Pacino) ha interpretato il ruolo del figlio del boss siciliano Vito Corleone in tutti e tre i capitoli del film Il Padrino. Nasce il 25 aprile del 1940 a New York, nel quartiere di East Harlem (Manhattan) da genitori italo-americani: Salvatore Pacino, ristoratore e agente assicurativo, e la casalinga Rose Gerardi, entrambi discendenti di immigrati siciliani. I nonni paterni Alfio Pacino e Giuseppina Latteri emigrarono negli USA nel 1908 ed erano originari di San Fratello, piccolo comune situato in provincia di Messina: nel 2020, in occasione dell’80° compleanno dell’attore, gli è stato regalato l’abito tradizionale indossato durante la Settimana Santa di San Fratello (Festa dei Giudei). La famiglia della madre arrivava invece da Corleone (Palermo): una coincidenza particolare in quanto le vicende narrate nel romanzo di Mario Puzo hanno a che fare con Don Vito Andolini alias Don Vito Corleone. Al Capitolo 14 del libro si legge che Vito, appena giunto in America, decise di cambiare cognome per conservare il legame con la sua terra natìa. Nella trasposizione cinematografica, nel secondo capitolo della trilogia del Padrino, apprendiamo invece che quando il personaggio arrivò in America dalla Sicilia, per errore dell’ufficiale addetto all’immigrazione, gli fu assegnato come cognome il nome del suo paese di origine: in entrambi i casi, si tratta dello “strano villaggio dall’aspetto moresco di Corleone in Sicilia”, appunto.

Robert De Niro, attore premio Oscar americano, è di origini italiane: i bisnonni paterni, Giovanni Di Niro e Angelina Mercurio, nel 1890 emigrarono da Ferrazzano (provincia di Campobasso). Robert De Niro ha ricevuto la cittadinanza italiana nel 2006, ed è cittadino onorario di Ferrazzano. Ha interpretato i panni di Vito Corleone nel film Il Padrino Parte II (1974) ricevendo il suo primo Premio Oscar come migliore attore non protagonista: questo ruolo era stato ricoperto nel primo capitolo della trilogia del Padrino da Marlon Brando.


I luoghi del Padrino in Sicilia: The Godfather tour

Corleone, il luogo dove avvengono molte vicende della trilogia del Padrino in Sicilia, non è affatto la cittadina in provincia di Palermo, già negli anni ’70 molto moderna per ambientare le storie di mafia della famiglia. Nel 1971, dovendo iniziare le riprese in Sicilia, Francis Ford Coppola si trovava a Taormina: qui il regista venne in contatto con il Barone Giovanni Pennisi, pittore e uomo di cultura, discendente dei Baroni di Floristella. Fu proprio lui a suggerire a Coppola le ambientazioni per il film, località dove il contesto rurale e l’aspetto ancora medievale, non influenzato dalla modernità incalzante, hanno reso il set ancora più caratteristico e verosimile.

Gran parte del primo capitolo della trilogia del Padrino è stata girata in uno dei villaggi medievali più belli della provincia di Messina: si tratta del Borgo di Savoca, una meta del Godfather tour, a circa 300 metri sul livello della costa orientale della Sicilia, un villaggio le cui origini vanno rintracciate al periodo arabo e poi normanno (IX-XII secolo). Nel film, Savoca è Corleone, il luogo dove Don Vito Corleone è nato e da dove fuggì per l’America, e dove si rifugerà suo figlio Micheal Corleone detto “Michele”. Moltissime scene sono girate presso il Bar Vitelli in Savoca, di proprietà di Don Vitelli, padre di Apollonia, che Micheal sposerà nella Chiesa di San Nicolò (o di Santa Lucia): da questa chiesa partirà il corteo familiare lungo la Via San Michele che giungerà al Bar Vitelli in Savoca per il banchetto nuziale e i festeggiamenti, accompagnati dalla banda musicale sulle note de “La Traviata”.

Il Bar Vitelli in Savoca è considerato l’attrazione turistica del borgo medievale: sono migliaia i visitatori che ogni anno si recano nei luoghi del Padrino per scattare una foto all’esterno del bar, seduti al tavolino, proprio come Al Pacino. Creato per l’occasione al piano terra del settecentesco Palazzo Trimarchi, funziona ancora oggi come caffetteria e al suo interno è stata allestita una sala-museo con alcuni oggetti di scena e foto tratte dal set. Il ciak originale si trova invece presso il Museo Etnoantropologico di Savoca, insieme a una interessantissima rassegna stampa dell’epoca circa il successo del film. In Piazza Fossìa, all’ingresso del paese, proprio di fronte al famoso Bar Vitelli in Savoca, si trova una scultura in acciaio che rappresenta il profilo del regista, opera dell’artista locale Nino Ucchino.


A Forza d’Agrò, poco distante dal Bar Vitelli in Savoca, località arroccata sopra Capo Sant’Alessio, sono state girate numerose scene de Il Padrino Parte III: Michael porta la sua ex moglie Kay Adams (intrepretata da Diane Keaton) in giro per il paese dove è nato suo padre. Mentre passeggiano per le vie del paese sentono una musica e assistono all’uscita di due sposi dalla Chiesa della SS. Annunziata. Si tratta di una chiesa quattrocentesca rimaneggiata nel 1707 con decorazioni barocche come i pennacchi e le volute. Nella scena seguente ci troviamo in una piazzetta dove si sta rappresentando l’Opera dei Pupi: si tratta della Piazza della SS. Trinità da cui si intravede l’Arco Durazzesco. Nella stessa piazza, Micheal e Kay ballano.

A Fiumefreddo di Sicilia, in territorio etneo, si trova il Castello degli Schiavi, la casa di Bagheria dove risiede Micheal Corleone: qui avviene l’esplosione dell’auto provocando la morte di Apollonia e qui morirà Micheal nella sua solitudine nel terzo e ultimo capitolo della trilogia del Padrino. Il Castello degli Schiavi è una dimora del XVIII secolo in stile barocco (edificata tra il 1750 e il 1756): secondo la leggenda, deve il suo nome al fatto che durante una scorribanda di pirati turchi, i Palmieri stavano per essere fatti prigionieri quando furono salvati dall’amante di lei, Nello Corvaja di Taormina che li mise in fuga o li sequestrò. Ancora oggi si possono vedere due statue di mori, affacciate dalla loggia, con lo sguardo rivolto verso il mare, come se fossero in attesa di essere liberati dai loro compagni.


Nell’ultimo capitolo della trilogia del Padrino, vi è una scena girata alla stazione ferroviaria liberty di Giardini Naxos-Taormina: Michael e la figlia Mary attendono l’arrivo di Kay in quella che è descritta come la stazione di Bagheria. Tutta la famiglia deve recarsi a teatro a vedere l’esibizione di Tony Corleone, figlio di Michael e Kay: si tratta del Teatro Massimo di Palermo. Tony, che ha deciso di intraprendere la carriera di cantante lirico, si esibisce in “Cavalleria Rusticana”: alla fine della performance, all’uscita dal teatro, avviene una sparatoria in cui Micheal resta ferito mentre Mary, colpita accidentalmente, muore. È con questa scena che termina Il padrino Parte III e si conclude la trilogia del Padrino.

Altri luoghi del Padrino in Sicilia si trovano ad Acireale, in provincia di Catania: la villa di Don Altobello è Villa La Limonaia, mentre il palazzo di Licio Lucchesi, politico romano, è il Castello Scammacca.

Oggi, a distanza di 50 anni dal debutto, i suggestivi luoghi del Padrino sono ancora ricchi di fascino e riscuotono tanto interesse, spunto per intraprendere una visita guidata, con il sottofondo dell’intramontabile colonna sonora del Padrino, alla scoperta dello spirito dell’antica Sicilia.