Il Sabato del villaggio a Castanea

Chiara Todaro Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Messina, Storia e Cultura Leave a Comment

Vi presentiamo l’itinerario culturale Il sabato del villaggio alla scoperta di Castanea delle Furie.

A pochi chilometri dal centro di Messina, posizionato a circa 400 metri s.l.m. sui Colli San Rizzo, sorge l’antico e suggestivo villaggio di Castanea: data l’importanza strategica del luogo, che permetteva di controllare l’intero sistema di comunicazione intorno a Messina, dominando con lo sguardo la costa ionica e la costa tirrenica, Castanea era conosciuta come uno dei più importanti casali di Messina.

Castanea è oggi nota per la manifestazione culturale “Natale con Gioia a Castanea”, ovvero il Presepe Vivente tra i più suggestivi della Sicilia, che vede partecipi oltre 200 personaggi non solo di Castanea ma anche delle vicine Masse, Salice e Rodia. Il Presepe viene realizzato all’interno dei giardini della Villa Costarelli dei Fratelli Arrigo, dove è riprodotta una Betlemme in miniatura, passando per il mercato, il quartiere dei Romani, il Palazzo di Erode, e finalmente la grotta con la Sacra Famiglia contornata da Angioletti. Nonostante i danni subiti durante il terremoto del 1908 (oltre venti tra chiese e monasteri sorgevano a Castanea) conserva ancora una complessa struttura urbanistica, con edifici, chiese e opere d’arte databili dall’alto medioevo all’eclettismo del primo Novecento.

A Castanea si trova un interessante museo etnoantropologico, “I ferri du misteri”, nei locali dell’antica Farmacia Lentini, appartenuta al Dott. Francesco Lentini, famosa per il vasto corredo di vasi in ceramica settecenteschi oggi esposto al Museo Regionale di Messina. L’intero corredo della Farmacia Lentini di Castanea è costituito da 93 vasi in maiolica di varia tipologia (vasi a palla, albarelli, vasi a bottiglia) e varia decorazione (a merletto, alla veneta, a mazzetti) e fu venduto per novemila lire al Regio Museo Nazionale di Messina nel 1924 dalla nuora del farmacista, Annunziata Costa vedova Lentini, per poter ricavare il denaro necessario alla realizzazione del monumento funerario per i suoi due figli morti in guerra. Si tratta di opere databili al XVIII secolo ad opera delle officine di Caltagirone.

La Chiesa San Giovanni Battista e le altre architetture religiose

La Chiesa San Giovanni Battista, patrono di Castanea, è la chiesa principale del borgo. Venne costruita nel 1500 e fu posta sotto la giurisdizione dei Cavalieri Gerosolomitani. A seguito del terremoto del 1908 venne in parte distrutta lasciando intatte la zona absidale con l’altare maggiore e gli altari del SS. Sacramento e di San Giovanni Battista. La struttura fu ricostruita in stile romanico-eclettico nel 1933. La facciata è abbellita dai tre portali con archi in pietra decorati da fregi e motivi floreali, e numerosi simboli. L’interno è a croce latina con tre navate. Il soffitto è a capriate con controsoffitti a cassettoni, arricchito da stucchi e affreschi raffiguranti i Quattro Evangelisti. Tra le opere da ammirare si trovano alcuni paliotti in marmo intarsiato policromo, un bassorilievo marmoreo raffigurante la Trinità del XVII secolo, e un dipinto di San Giovanni Battista: secondo la tradizione, il dipinto giunse dopo un naufragio lungo la costa di Rodia, da dove venne poi portato a Castanea. Ancora oggi per i festeggiamenti del Santo viene posto su una barca il dipinto e una volta approdato sulla spiaggia si ripercorre il sentiero dei Colli fino a Castanea. La statua è un’opera anonima del 1690, raffigurante il Santo che indossa il tipico manto di pelle di capra, e viene portata in processione durante la festa patronale. All’esterno svetta la torre campanaria quadrangolare coronata da merlatura.

La chiesa del SS. Rosario, inizialmente dedicata alla SS. Trinità, fu costituita nel XVII sec. e fu Chiesa Matrice di Castanea, che ospitava le tombe monumentali di illustri personaggi del clero. Prima del terremoto di Messina, la chiesa era costituita da una pianta a croce latina a tre navate, con otto altari marmorei, tre absidi e altrettanti altari; inoltre era decorata da pregevoli affreschi raffiguranti due episodi dell’Apocalisse di San Giovanni, tra cui la Donna dell’Apocalisse e il dragone. Dopo la catastrofe fu ricostruita e inaugurata nel 1933. Sono sopravvissute alcune opere tra cui una pregevole pala in marmo attribuita al Calamech, il fonte battesimale, una tela di Antonio Catalano il Giovane, due statue cinquecentesche e la statua della Madonna della Portella di epoca cinquecentesca. La facciata, con tetto a doppio spiovente, ospita un rosone con vetri policromi che illumina l’interno e l’altare maggiore, e sul portale maggiore al centro di un arco sorretto da due colonnine si ammira un elegante bassorilievo della Madonna di Pompei. Sulla sinistra si accosta un piccolo campanile con quattro campane di bronzo.

La Chiesa di Santa Caterina, sopravvissuta al terremoto, è caratterizzata da eleganti forme tardorinascimentali. Restaurata nel 1685, al suo interno si trovano una statua lignea di Santa Caterina e una grande tela raffigurante San Michele. 

La Chiesetta Pace di Santa Elisabetta è attualmente chiusa al pubblico poiché necessita di lavori di messa in sicurezza: al suo interno si trova il gruppo marmoreo raffigurante la Visitazione di Andrea Calamech del XVI secolo.

Simboli, arte e storia vi attendono a Castanea delle Furie Sabato 30 Novembre 2019. Non mancare!

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