La Baronessa di Carini

Chiara Todaro Palermo, Sicilia occidentale, Storia e Cultura, Storie e favole Leave a Comment

Si ambienta a Carini, nel XVI secolo, in una Sicilia al tempo governata dagli Spagnoli, una storia di amore e tradimenti, di onore e di vendetta.
Sebbene le storie d'amore che si rispettino terminino con un lieto fine per i protagonisti, nel caso della Baronessa di Carini è l'onore il vero protagonista. Lei è Laura Lanza, figlia di don Cesare Lanza, barone di Trabia e Conte di Mussomeli, promessa al Barone Vincenzo La Grua Talamanca, di altrettante origini nobili, figlio di feudatari catalani, giunti in Sicilia a seguito dei Vespri Siciliani del XIII secolo. Le nobili famiglie Lanza e La Grua Talamanca pianificarono il matrimonio combinato tra i figli Laura e Vincenzo ottenendo profitti dai feudi di entrambi. Il 21 Settembre 1543 Laura Lanza, appena quattordicenne, andò in sposa a don Vincenzo: i due ebbero 8 figli. Delusa dalla vita matrimoniale a causa delle assenze del marito impegnato nella gestione delle proprietà del feudo e nei commerci, la Baronessa di Carini intraprese una relazione con Ludovico Vernagallo, cugino del marito (figlio della sorella di suo padre), un uomo che conosceva e apprezzava già prima del matrimonio: diventarono amanti ma, scoperti dal marito e dal padre di lei, i due vengono uccisi nel Castello di Carini, una fortezza medievale edificata negli anni del Gran Conte Ruggero. Era il 1563.

Circostanze e conseguenze dell'omicidio della Baronessa di Carini

Sembrerebbe che fu un frate del vicino convento a informare il padre e il marito della Baronessa che, colpiti nell'onore, premeditarono e attuarono l'omicidio.
Il Viceré di Sicilia, Don Juan de la Cerda, appena venuto alla conoscenza dei delitti, informò immediatamente la corte di Spagna: don Cesare Lanza e il barone di Carini furono banditi ed ebbero sequestrati i loro beni, compresi la tonnara e le piantagioni di canna da zucchero del Barone Lanza. Don Cesare fece appello al sovrano Filippo II e in un documento, che può ritenersi confessione di reato, spiegò i motivi che lo avevano portato assieme al genero a trucidare i due amanti e, avvalendosi delle norme in quel tempo in vigore sulla flagranza dell’adulterio (delitto d'onore), chiese il perdono che gli fu accordato riottenendo così tutti i suoi beni. Anche il marito di Laura Lanza fu completamente assolto e visse indebitato sino alla sua morte, dopo avere impegnato gli ultimi gioielli della sua famiglia.
L’atto di morte della Baronessa di Carini, redatto il 4 dicembre 1563, si conserva nell’archivio della Chiesa Madre di Carini, dove secondo la tradizione locale riposerebbe il suo corpo, nella cripta della famiglia La Grua, sotto l'altare maggiore. Recenti indagini avrebbero però riscontrato un'altra possibile collocazione della tomba della baronessa, nella cripta della famiglia Lanza nella Chiesa di Santa Cita a Palermo: sotto il sepolcro di Blasco Lanza, si trova infatti un sarcofago anonimo con lo stemma di famiglia e la statua di una giovane donna, e se fosse proprio questo il luogo di sepoltura di Laura Lanza?

Il delitto della Baronessa di Carini tra letteratura e turismo

Quella della Baronessa di Carini è una delle leggende ambientate in Sicilia più note nel contesto letterario e culturale dell'isola e a questo tema si sono ispirati numerosi poeti e registi soprattutto nel corso del Novecento. La letteratura locale conta numerosi scritti poetici e teatrali, e composizioni musicali come l'opera scritta da Giuseppe Mulè rappresentata a Palermo nel 1912 intitolata "La Baronessa di Carini". Il tema è stato sviluppato anche in sceneggiati e serie TV, trasmessi dalla RAI: il primo sceneggiato, in quattro puntate, risale al 1975, si intitola "L'amaro caso della Baronessa di Carini" e comprende una ballata in dialetto siciliano interpretata da Gigi Proietti. Nel 2007 la Rai trasmette in due puntate "La Baronessa di Carini", con gli attori Vittoria Puccini e Luca Argentero nei panni di due amanti che rivivono la vicenda di Laura Lanza e del Vernagallo nella Sicilia ai tempi dell'Unità d'Italia.
Anche a livello turistico la leggenda della Baronessa di Carini ha risentito di una certa risonanza, tanto che il Castello di Carini costituisce un'interessante attrazione turistica tra i comuni del palermitano. Di impianto medievale, il Castello fu realizzato durante il periodo normanno. Rimaneggiato nel corso del Quattrocento, oggi presenta una commistione di stili dovuta anche ai restauri del XVIII secolo a cui si riferiscono pregevoli affreschi. Al piano terra, si trova il Salone delle Derrate, poi biblioteca: l'ambiente è dominato da due archi in pietra del XV secolo sorretti da un pilastro. Al piano nobile si trova il Salone delle Feste, con un camino e un soffitto ligneo a cassettoni del XV secolo che richiama i motivi dello stile gotico catalano. Adiacente al Salone delle Feste si trovava la stanza dell’assassinio, situata nell’ala ovest del castello, oggi crollata completamente, ma pare che su una parete fosse visibile l’impronta della mano insanguinata della baronessa. La leggenda racconta che il fantasma di Laura Lanza si aggiri ancora nel castello.
In foto, Vittoria Puccini e Luca Argentero in una scena tratta dalla serie TV "La Baronessa di Carini" (RAI, 2007).