Fontana di Orione

Giacomo ChilléArte e Musei, Messina

Fontana di Orione

Definita dallo storico d’arte Bernard Berenson “la più bella fontana del cinquecento europeo”, venne commissionata dal Senato cittadino allo scultore toscano Giovan Angelo Montorsoli (1507-1563), allievo di Michelangelo Buonarroti. Si trattò di un’opera soprattutto celebrativa perché doveva eternare ai posteri un avvenimento eccezionale per la città: la realizzazione del primo acquedotto, iniziato nel 1530 ed

  • duomo campanile
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ultimato nel 1547, che captava le acque dei fiumi Camaro e Bordonaro. Il Montorsoli, coadiuvato nella scelta del soggetto – il mitico gigante Orione fondatore della città – dallo scienziato messinese Francesco Maurolico, autore anche delle epigrafi latine, concepì una struttura articolata a sviluppo piramidale, con un basamento poligonale di dodici lati dove, alternativamente, sono ubicate otto figure di animali marini fantastici in pietra scura e, sul bordo della grande vasca, sdraiate su un fianco, le personificazioni dei fiumi Camaro (le cui acque, appunto, vennero convogliate per alimentare l’acquedotto), Nilo, Tevere ed Ebro, che versano l’acqua che fuoriesce da quattro anfore nelle sottostanti vasche.

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