MESSINA, SICILIA E I SUOI BORGHI: ALLA SCOPERTA DI ALI’

Mariarita FaudaleArte e Musei, Borghi di Sicilia, Cibo e VinoLeave a Comment

Tra le cose da visitare a Messina e provincia c’è sicuramente il piccolo borgo di Alì, situato a 450 mt. sul livello del mare con i suoi 800 abitanti.

MESSINA, SICILIA, ALI’ E LA SUA STORIA

Secondo la tradizione, Alì fu fondata da coloni greci provenienti dal Peloponneso, più precisamente dall’Elide. La fondazione risalirebbe al 638 a.C., col nome “Elis”, in onore della città madre da cui provenivano i fondatori. A quanto pare però i Greci abbandonarono il primo insediamento chiamato Migliorvino o Mollerino, nei pressi dell’attuale capo Alì, per sottrarsi alle scorrerie dei pirati, stabilendosi sul monte Scuderi, ben più protetto dalle invasioni provenienti dal mare. La zona di montagna però, seppur protetta dagli attacchi marittimi, era d’altro canto particolarmente esposta ai venti freddi e impetuosi, per cui venne cambiato nuovamente l’insediamento che si stabilì più a valle, nei pressi dell’attuale centro abitato. Queste informazioni giungono fino a noi grazie a un manoscritto, del 1754, di tale Fra Serafino d’Alì.

Un altro momento saliente del passato si colloca nel 1093, quando il gran Conte Ruggero concesse la cittadina e il suo territorio, insieme al feudo di Itala, ai monaci basiliani del monastero dei Santi Pietro e Paolo. I privilegi per l’Abate di quel monastero erano notevoli in quanto aveva la facoltà di arcivescovo, era barone di Alì e Itala, sedeva nel parlamento siciliano e soprattutto incassava da Alì cospicue rendite almeno fino al 1742.

Alì fu anche coinvolta negli avvenimenti della rivolta antispagnola di Messina, Sicilia del 1674–78: in quanto alleata di Messina, subì la devastazione e il saccheggio “senza più salire alla primitiva grandezza” (citazione dal manoscritto di Fra Serafino).

Il patrimonio artistico di Alì è molto ricco, ad iniziare dal Duomo, dedicato a Sant’Agata, santa protettrice del paese, risalente alla seconda metà del ‘500. È il monumento più interessante e maestoso presente tra le cose da visitare a Messina. Pur essendo sconosciuto l’autore del progetto, sembrerebbe plausibile rintracciarlo tra i seguaci di Andrea Calamech. Al suo interno troviamo opere di pregevole manifattura, come l’altare maggiore (XVI–XVII), la cappella del SS. Sacramento, con un interessante tabernacolo ligneo intagliato e dorato con colonnine, fregi e rilievi risalente al XVII secolo.

Altro monumento di interesse è la chiesa del SS. Rosario, ristrutturata nel 1624, su precedente chiesa dedicata a San Filippo d’Agira. La chiesa fu ristrutturata ed abbellita da don Pietro Fama, che era il vicario del vicerè per la Sicilia orientale durante il regno di re Filippo III di Spagna. Il portale è una riproduzione ridotta di quello della Chiesa Madre ed il campanile fu costruito nella stessa epoca. All’interno si conservano molti quadri di scuola messinese.

La chiesa dello Spirito Santo fu costruita per la prima volta nel 1445 come dimostra una finestra circolare a conci bicromi di tipologia medievale. Il portale è invece di gusto rinascimentale in quanto la chiesa fu rimaneggiata nei secoli XVI–XVII, in pietra calcarea con timpano triangolare. Adesso la chiesa ristrutturata è utilizzata come auditorium parrocchiale, invece il campanile è allo stato originale.

Di particolare interesse sono anche i palazzi nobiliari, come il Palazzo della famiglia Maggiore che sorge al centro del paese, vicino alla Chiesa dello Spirito Santo. Costruito tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, è un interessante esempio di tardo manierismo michelangiolesco. Sulla facciata ammiriamo il possente portale d’ingresso ad arco a tutto sesto con il concio a forma di mascherone apotropaico e sotto il cornicione del tetto i quattro gocciolatoi a forma di figure mostruose.

O ancora il palazzo della Famiglia Fama, dello stesso periodo di quello della Famiglia Maggiore, a due piani, con portale a bugne quadrate ed abbellito al centro da una fontana artistica.

Questo e molto altro da scoprire lungo la riviera jonica di Messina, Sicilia per valorizzare il turismo dei piccoli borghi rurali che custodiscono un grande patrimonio culturale e artistico.

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