Messina, Sicilia e i suoi Borghi: Alla Scoperta di Santa Lucia del Mela

Chiara Todaro Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Cibo e Vino, Messina, Storia e Cultura Leave a Comment

Messina, Sicilia visitando i suoi bellissimi borghi: una domenica al borgo di Santa Lucia del Mela per perdersi nella sua storia e i suoi monumenti, tra cui il medievale castello e le innumerevoli chiese.

MESSINA, SICILIA, SANTA LUCIA DEL MELA E LA SUA STORIA

Tra i borghi di Messina da vedere la cittadina di Santa Lucia del Mela, in provincia di Messina, Sicilia, anticamente Mankarru, sorge nell’entroterra tirrenico arroccata sulla collina a dominare la città di Milazzo. Divenne Santa Lucia nel 1094: fu il Conte Ruggero che, a seguito di un voto che aveva fatto in caso di vittoria sugli Arabi, fece innalzare una Chiesa ai piedi del Castello dedicandola alla martire Santa Lucia. Il nome attuale trae il suo toponimo dal torrente Mela, come altre città nelle vicinanze, tra cui anche Milazzo.

Nel 1206, Federico II di Svevia istituisce per la prima volta la Prelatura Nullius, ovvero di nessun Vescovo, ma soggetta direttamente alla Santa Sede: si tratta del primo e quindi del più antico atto di autonomia rispetto alla diocesi, unico in Sicilia. L’imperatore, che apprezzava particolarmente il borgo in quanto favorevole territorio di caccia, attività da lui prediletta, si impegnò a ristrutturare nonchè ampliare il castello: sembra che nella prigione del Castello vi morì Pier delle Vigne, consigliere dell’imperatore, detenuto con l’accusa di tradimento, di cui parlò anche Dante nella Commedia. D’altra parte, lo stesso Dante Alighieri fu affascinato dalla maestosità Castello che fu sede della famosa Scuola poetica siciliana. Più tardi Federico II d’Aragona pensò a farlo ricostruire del tutto, dotando inoltre la città di una solida cinta muraria per ostacolare le sempre più frequenti incursioni nemiche.

Chiese monumentali, palazzi nobiliari, fontane, magnifici esempi di architettura medievale e rinascimentali sono alcune delle interessanti cose da vedere in Sicilia e fanno di Santa Lucia del Mela una affascinante destinazione per immergersi nella storia e nella cultura. I luoghi sacri del territorio sono molteplici, tra cui il seicentesco Santuario della Madonna della Neve, in cui apprezzare la bellissima statua omonima di Antonello Gagini, opera del 1529. Adiacente al Santuario, si trova il magnifico Castello Medievale la cui struttura, di forma pentagonale, conta alla base una torre cilindrica di 30 metri (che ospita la biblioteca del Seminario) e una torre triangolare, più bassa di 15 metri.

La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, edificata da Ruggero nel 1094, è oggi caratterizzata da un portale marmoreo del XV secolo, frutto di un successivo rifacimento, l’ultimo in epoca rinascimentale. All’interno vi potremo ammirare la statua della patrona Santa Lucia attribuita a Francesco Laurana. Del tesoro della Cattedrale (ostensori, reliquiari ex voto d'oro e d'argento) ricordiamo il reliquiario in argento dorato della Santa Spina, di maestranze messinesi. Il Palazzo Vescovile (datato 1613) ricco di preziosi arredi, pavimento in marmo, damaschi alle pareti e pregevoli tavole, come l’Annunciazione di Antonello de Saliba, parte di un polittico del XVI secolo, e la Madonna del Riposo. Al suo interno si trova il Museo Diocesano. Una cinquecentesca fontana si trova in Piazza Duomo, dove ricade anche il Municipio, ed è attribuita a Domenico Calamech. Concludono la visita la chiesa del Sacro Cuore, risalente alla prima metà del 1500, ricostruita nel 1881, e il chiostro del convento caratterizzato da 24 colonne in pietra arenaria, del 1521.

Dal punto di vista economico, Santa Lucia del Mela vantava un posto di rilievo nell'industria della tessitura della seta (allevamento del baco da seta) e l'attività mineraria grazie all’estrazione dell’argento. Oggi è un centro dedito alle attività dell’agricoltura e della pastorizia, vi si producono eccellenti prodotti come i formaggi che sono protagonisti di alcune sagre gastronomiche. Santa Lucia è famosa per i suoi dolci tradizionali, come i torroncini e i bocconcini di fichi.

Tra le manifestazioni di interesse, suscita attenzione la sfilata di carri del Carnevale Storico Luciese, U Catalettu, i cui momenti più caratteristici sono il processo a Carnevale, accusato di golosità e ingordigia per aver mangiato e bevuto a dismisura, e in seguito la sua condanna a morte che culmina con un finto corteo funebre.

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