Orologio astronomico del Duomo di Messina

L’orologio astronomico del Duomo di Messina

Orologio astronomico

Lo sapevate che… a Messina si trova l’unico orologio astronomico d’Italia?
Ebbene sì… la città di Messina vanta questo primato. Benchè meno famoso rispetto agli altri esemplari a livello europeo, primo tra tutti il notissimo orologio di Strasburgo in Francia, quello di Messina è certamente considerato un must, un’attrazione imperdibile per coloro che si trovano di passaggio anche solo per qualche ora nella città dello Stretto. Chi, trovandosi a Messina, non ha visto almeno una volta lo spettacolo che offre ogni giorno a Mezzogiorno??
Ideato negli anni ’30 del secolo scorso, il complesso meccanismo è inserito nella possente torre del campanile del Duomo di Messina e la sua realizzazione è legata alle vicende della ricostruzione della città dopo il tragico terremoto del 1908. Sì, perché per celebrare la nuova città risorta dalle macerie l’allora Arcivescovo Mons. Angelo Paino commissionò alla ditta Ungerer di Strasburgo quest’opera a dir poco maestosa, che compirà a breve 85 anni!
È possibile ammirare l’orologio nel prospetto laterale del Campanile. In alto è rappresentato il ciclo delle fasi lunari, al centro il sistema solare e le costellazioni dello zodiaco, infine il calendario perpetuo con i giorni del mese, i mesi dell’anno, l’anno solare e le festività liturgiche. Il tutto funziona meccanicamente grazie alle ruote dentate, visibili internamente, frutto di calcoli astronomici e scientifici che permettono di stabilire gli anni bisestili, la posizione dei pianeti nell’universo piuttosto che le date delle feste mobili.
Un altro primato che gode questo orologio riguarda proprio il planetario. Sappiamo che gli studi sui pianeti e il Sole e i loro movimenti nell’universo hanno avuto inizio in epoca imperiale (II sec. d. C.) con Tolomeo, poi la rivoluzione Copernicana e le teorie di Galileo, ma fino agli inizi del secolo scorso non si era ancora a conoscenza di quanti e quali erano i pianeti del sistema solare. Paragonandolo con il planetario dell’orologio di Strasburgo, costruito nel 1574 e restaurato nel 1842, si noterà subito che il “nostro” planetario è completo: include cioè Nettuno e Plutone, gli ultimi due pianeti del sistema solare, scoperti rispettivamente nel 1846 e nel 1930 ovvero successivamente al restauro dell’orologio di Strasburgo.
Nella facciata principale della torre, si notano altri elementi che sono i protagonisti dello spettacolo di Mezzogiorno e che sono inevitabilmente collegati alla storia di Messina. Dina e Clarenza scandiscono le ore e i quarti suonando le campane, in ricordo del loro eroico contributo durante i Vespri Siciliani, mentre statue simboleggianti le fasi della vita (infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia) si alternano passando davanti alla Morte inesorabile. È il turno del leone rampante, posto in alto sotto il quadrante dell’orologio, che muove la bandiera di Messina, agita la coda, ruota la testa verso la piazza gremita di visitatori curiosi e ruggisce per tre volte… un ruggito che fa sorridere i grandi e spaventare i più piccoli, ma che al tempo stesso fa crescere la suspense in attesa di quello che avverrà da lì a breve. Tocca di seguito al gallo, che apre le ali, stende il collo e canta per tre volte. Un acuto che sembra “svegliare” gli spettatori increduli davanti a una così perfetta esecuzione. La melodia dell’Ave Maria di Schubert inizia a suonare ed ecco spuntare una colomba dorata, il suo volo rievoca la nascita del Santuario di Montalto sul Colle della Caperrina in seguito alla guerra del Vespro. Successivamente assistiamo a una scena liturgica variabile a seconda della festività corrente (Adorazione dei Pastori, Adorazione dei Re Magi, Resurrezione, Pentecoste). Infine, l’evento più importante nella storia religiosa di Messina, San Paolo e gli ambasciatori messinesi che sfilano davanti alla Madonna che porge loro la Lettera da lei scritta nel 42 d.C. celebrandosi patrona della città.
Per 12 minuti, fermatevi in piazza Duomo e godetevi questo spettacolo.


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