Alla scoperta di San Marco d'Alunzio

Chiara TodaroBorghi di Sicilia, MessinaLeave a Comment

In provincia di Messina, all’interno del Parco dei Nebrodi, a 540 metri sul livello del mare, si trova un Borgo con 2500 anni di storia: San Marco d’Alunzio. Oltre a essere stato selezionato come Borgo più bello d’Italia, ha ottenuto dalla Guida Verde Michelin una stella come località da visitare assolutamente in Sicilia e due stelle come panorama di interesse di livello nazionale. Andiamo allora alla scoperta dei suoi monumenti che ripercorrono diverse epoche, dalla fondazione ai nostri giorni, anche grazie all’operato di diverse associazioni locali che attraverso una serie di progetti culturali stanno scommettendo sulla promozione turistica del luogo. Le rovine del tempio greco di Ercole, un castello normanno, 22 chiese monumentali e musei testimoniano l’incontro di culture differenti che ha contribuito a plasmare l’identità del borgo, così come altre grandi e piccole città siciliane. Il Museo delle Arti Bizantine e Normanne, sorto nel 1997, è un buon punto di partenza per scoprire le tracce di civiltà passate che ripercorrono la storia della colonia greca di Alontion, in seguito provincia dell’Impero Romano Haluntium e Municipium Aluntinorum, Demenna in epoca bizantina, San Marco durante il regno dei Normanni e fino al 1867 quando viene affiancato al suo nome originale greco. Il Museo, istituito nel 1997, si trova presso l’ex Monastero cinquecentesco delle Benedettine, costruito nel 1545 su una chiesa bizantino-normanna e attivo fino al 1866. Al suo interno, divisi nelle sezioni archeologica, bizantino-normanna e medievale, sono custoditi affreschi e capitelli bizantini, un altare sacrificale dedicato ad Augusto, circa 200 monete romane in oro e argento, una collezione di messali di rito greco-ortodosso, fibule (spille) metalliche, anfore, anforette ed altri utensili quotidiani in terracotta di epoca bizantina. Di particolare interesse è la sezione bizantino-normanna presso l’ex chiesetta dei Quattro Santi Dottori della chiesa d’Oriente per via dei pregevolissimi affreschi che raffigurano San Giovanni Crisostomo, San Gregorio, San Basilio Magno e San Atanasio. Qui è stato ricostruito il ciclo pittorico proveniente dall’abside centrale della chiesa normanna del S. Salvatore extra moenia, la cui struttura si trova poco fuori dell’abitato. Nell’area circostante il Museo e la chiesa di S. Teodoro sono state rinvenute alcune cisterne di età ellenistica ed un pavimento a mosaico ellenistico-romano.  Annessa al museo si trova la Chiesa di San Teodoro (o Badia piccola), del XVI secolo. Ha una pianta a croce greca con su ciascun braccio un’abside sormontata da una cupoletta. L’interno è decorato da eleganti stucchi con scene tratte dalla Bibbia e dal Vangelo. Percorrendo vicoli tipicamente medievali, è inevitabile notare il colore caldo delle pareti rocciose, che va dal rosa tenue al rosso intenso. Il sottosuolo dell’abitato, così come il territorio circostante, è costituito da un particolare marmo di colore rosso ricco di venature che vanno dal bianco al grigio-azzurro, largamente utilizzato per costruzioni e rivestimenti ed esportato anche fuori dei confini nazionali: si ritiene che la vena estrattiva del marmo rosso di San Marco sia la stessa che giunge fino a Taormina. Tra i monumenti del centro storico realizzati in marmo rosso vi è una fontana del 1897, sul luogo un tempo occupato dall’agorà. La Chiesa Madre dedicata a San Nicolò, edificata nel 1584, presenta una sobria facciata arricchita da un elegante rosone e da tre bei portali in marmo rosso. All’interno ci sono 12 cappelle anche queste in marmo rosso nelle quali spiccano numerose opere d’arte del XVI e XVII secolo in legno e marmo oltre ad affreschi e dipinti. Nel 1061, in epoca normanna, fu edificato un castello ben fortificato in cima al monte Rotondo, con una visuale strategica da Cefalù e Capo d’Orlando e sulle Isole Eolie. Il castello, oggi in stato di rudere, fu la residenza degli Altavilla, in particolare della Regina Adelasia, madre di Ruggero II. Vi si alterarono gli Svevi e gli Aragonesi, poi il feudo fu gestito dai membri della famiglia Filangeri, principi di Mirto, che governarono a San Marco dal 1398 al 1833. Una visita a San Marco non può dirsi completa se oltre la vista non si soddisfa anche il palato. L’area dei Nebrodi è rinomata infatti per la produzione di salumi e prodotti caseari, come la provola e il salame di suino nero, accompagnati dagli ottimi vini siciliani. Domenica 18 Marzo 2018 vieni con noi alla scoperta di San Marco d’Alunzio per una magnifica giornata all’insegna della cultura e dei piaceri della tavola.

Informazioni sull’evento

Antonello da Messina