Tindari, cosa vedere in una meta religiosa irrinunciabile

Tania Scipilliti Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Catania, Cibo e Vino, Etna, Isole Eolie, Mare e Natura, Messina, Shopping e Tempo libero, Storia e Cultura, Taormina, Tindari Leave a Comment

Avete sentito parlare di Tindari ma non sapete cosa vedere? Questo post è interamente dedicato al paese di Tindari, in Sicilia. Scopriamo insieme cosa vedere in questo paese dalla storia antichissima e dal fascino sempre attuale, in cui la religione, le leggende e l’archeologia hanno un denominatore comune!

Tindari: cosa vedere? Il Santuario della Madonna Nera

Partendo da Messina, è tra i luoghi da visitare suggeriti per il suo perfetto mix di elementi in grado di soddisfare un pubblico molto eterogeneo. Non ci resta che scoprirlo insieme!

Tindari, coi suoi quasi 280 metri sul livello del mare, è rinomata specialmente per la presenza di un santuario addossato su una rocca a strapiombo sul mare che attrae milioni di visitatori e pellegrini da ogni parte del mondo, con un affaccio sul mar Tirreno che regala un panorama mozzafiato sui laghetti di Marinello e sulle isole Eolie. Ma pochi sanno che a soli 2 passi dalla basilica si trova anche una delle aree archeologiche più importanti e meglio conservate di tutta l’isola.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui visitare Tindari sapendo già cosa vedere ed è una delle migliori escursioni da Messina, perché offre la possibilità di conoscere un luogo non solo di culto non solo religioso, ma anche di culto alla bellezza della natura e dell’arte.

  • Cosa vedere a Tindari Sicilia se non il Santuario della Madonna Nera? Importante meta di pellegrinaggio per la devozione al simulacro di epoca bizantina recante la scritta “NIGRA SUM SED FORMOSA” (sono nera, ma sono bella), bella riflessione ripresa direttamente dal Cantico dei Cantici, qualche mese fa, esattamente l’8 settembre del 2018, Papa Francesco la eleva a titolo di basilica papale minore. Accanto all’attuale edificio sacro edificato negli anni 80 in stile barocco si può visitare il cosiddetto Santuario Antico, di dimensioni decisamente più ridotte e con una capienza tale da non poter ospitare la gran mole di devoti che rendeva omaggio alla vergine, motivo per cui si è resa necessaria la realizzazione di una struttura adiacente che potesse meglio accogliere l’utenza.
  • Come arrivare al santuario di Tindari? Partecipando ad una delle escursioni da Messina ed accompagnati da noi guide siciliane, il percorso sembrerà più breve e più piacevole! Tindari si trova a circa 60 km dalla città dello stretto ed è raggiungibile imboccando l’autostrada A20 dal viale Boccetta; si prosegue per circa 40 minuti per poi prendere l’uscita autostradale di Falcone. Da lì, si continua sulla strada statale 113 direzione strada provinciale 107 Tindari, Via monsignor Pullano.

Tindari, cosa visitare oltre al santuario? L’area archeologica e Marinello

Dopo aver visitato il santuario ed essersi fatti assorbire dalla contemplazione del panorama che la piazza antistante generosamente offre ai suoi visitatori, vi verrà sicuramente voglia di lasciare l’altura per tuffarvi nel suo mare.

Ma, prima di fare ciò, è bene sapere che a solo 2 passi dal sagrato, proseguendo lungo la stradina in cui potrete acquistare souvenir dal più al meno sacro da portare agli amici ed ai parenti che avete affidato alla madonna negra nelle vostre preghiere, è possibile visitare una bellissima area archeologica che ci riporterà indietro, come una macchina del tempo, in un abitato risalente alla prima età del bronzo che verrà fondato ufficialmente nel 396 ca. da Dionisio I, già tiranno di Siracusa.

Prima di addentrarvi, può essere utile sapere a Tindari cosa vedere all’interno della zona archeologica:

  • Un piccolo ma ben fornito Antiquarium con i resti provenienti dagli scavi effettuati a partire dagli inizi del secolo scorso nella zona dell’antica Tyndaris consacrata ai celebri Dioscuri Castore e Polluce.
  • Un teatro panoramico addossato ad una collina, che offriva al suo pubblico un doppio spettacolo: quello sulla scena, e non meno ameno quello sullo sfondo, in cui spiccano vicinissime le 7 sorelle, le isole Eolie. Di fattezze greche, viene rimaneggiato dai successori romani e viene utilizzato ancora oggi
  • L’isolato romano. Una passeggiata tra cardo e decumano in cui l’antica città era divisa ci porta alla scoperta delle terme con calidarium, tiepidarium e frigidarium in cui è possibile ancora oggi ammirare nella pavimentazione dei pregevoli mosaici raffiguranti, tra i meglio conservati, la Sicilia, e un toro. E poi ancora il cuore pulsante dell’economia romana tra le varie insule, in cui si possono riconoscere le tabernae in cui veniva allestito un vero e proprio mercato.
  • Il Ginnasio (o Basilica) è una imponente struttura di eta tardo imperiale di cui ci rimane solo uno dei tre piani di cui si componeva. Era adibito ad uso pubblico per lo svolgimento sia di riunioni che di attività fisiche.

Una volta lasciata l’area religiosa e archeologica, è vivamente consigliabile un giro di Tindari e dintorni. Ma, cosa vedere?

La riserva naturale orientata Laghetti Marinello! A vederla da Tindari, l’impressione è proprio quella di osservare una lingua di sabbia dal profilo di una madonna orante, il che ha dato vita al diffondersi di leggende legate al culto mariano. È un’area protetta di natura lagunare dalla bellezza unica al mondo. Un piacevole tuffo tra le acque dei laghetti è l’ideale per ristorarsi dopo la visita al Santuario e all’area archeologica di Tindari.

Per maggiori informazioni sull’escursione, è possibile visitare la sezione dedicata del nostro sito. Sii il prossimo protagonista di questa bellissima esperienza di fede, storia e natura insieme a noi!