Acicastello

Una Domenica al Borgo di Acicastello

Mariarita Faudale Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Catania, Etna, Mare e Natura, Sicilia orientale, Storia e Cultura Leave a Comment

AciCastello e le altre Aci sono mete da non perdere in Sicilia in particolare per gli amanti dei miti greci e della letteratura. È qui che i poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito di Galatea e Aci e della loro storia d’amore, ma anche il mito di Polifemo: secondo la leggenda, infatti, fu proprio il gigante a scagliare contro Ulisse gli scogli che oggi vanno a formare la cosiddetta Riviera dei Ciclopi, conosciuti anche come Faraglioni Acitrezza. Nella vicina Acitrezza viene invece ambientato il romanzo di Giovanni Verga i Malavoglia.

Nella seconda metà del 1100 il paese fu distrutto da un terremoto e in quella occasione gli abitanti trovarono rifugio in territori vicini che contribuirono poi alla nascita di centri autonomi oggi conosciuti come Acitrezza, Acireale e tutti gli altri paesi che hanno come prefisso la parola Aci. Chi visita oggi il comune di AciCastello viene per prima colpito dall’antico castello normanno che fa da altopiano sull’intero centro balneare, ma anche dalla sua Acicastello spiaggia vulcanica o dai pontili di legno che vengono montati in estate.  Il paese si trova a soli 9 km da Catania, per questo è facilmente raggiungibile.

Aci Castello cosa vedere se non il sontuoso castello?

Quasi a sovrastare il paese come abbiamo prima accennato si trova il castello di Acicastello medioevale che ci fa pensare al passato importante che ha avuto questo piccolo centro: ripensiamo ai re siciliani, agli aragonesi che hanno fatto di tutto per averlo e anche al periodo in cui fu utilizzato come prigione. Già dal periodo sia della colonizzazione greca che di quella romana, sicuramente la rocca dove si erge oggi il castello di Acicastello fu utilizzata come posizione strategica, controllando gli attacchi nemici che provenivano dal mare. Purtroppo oggi non ci rimane nulla delle strutture del tempo, probabilmente a causa delle distruzioni dovute all’invasione araba ma sappiamo della sua funzione grazie alle testimonianze di scrittori antichi che ci ricordano delle antiche battaglie navali combattute in queste acque. Abbiamo, inoltre, vari rinvenimenti archeologici, soprattutto sottomarini, oggi conservate nel Museo Civico di AciCastello, che ci attestano la frequentazione di questo luogo.

La primordiale struttura risale al 1076, nel periodo normanno e venne costruito su una roccia scura di basalto dovuta alle antiche eruzioni vulcaniche dell’Etna che ne ha fatto una posizione sia suggestiva che strategica rendendolo inespugnabile.

Questo castello però fu anche molto voluto dagli aragonesi, nella lotta che li contrappose agli angioini di Napoli. Fu infine conquistato da Federico II d’Aragona nel 1297 che, per riuscire nell’impresa, fece costruire una torre mobile, di legno, chiamata “cicogna”. Perse il suo fascino e la sua funzione solo quando la corte cittadina fu spostata ad Acireale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale venne utilizzato come rifugio antiaereo.

L’intera struttura è ben conservata nonostante tutti gli assalti subiti e le eruzioni vulcaniche che lo hanno assediato. Oggi vi si accede attraverso una scalinata in muratura, occupata in passato da un ponte levatoio in legno.

All’interno del castello di Acicastello oggi si trova un piccolo museo civico dove vi sono sezioni di mineralogia, paleontologia e archeologia. Nella parte centrale si trova una torre quadrangolare che era il fulcro dell’intero castello anche se rimangono poche strutture originali come l’ingresso, dove si possono vedere i resti dell’impianto del ponte levatoio; il cortile che ospita un piccolo orto botanico, alcuni ambienti che ospitano il museo; una cappella che alcuni pensano sia bizantina e la terrazza panoramica che si affaccia sul golfo. Una sala del castello è intitolata a Jean Calogero, pittore internazionale che ha fatto conoscere a tutto il mondo i paesaggi della Sicilia e in particolare il territorio di AciCastello. Questa sala, chiamata proprio “Sala Jean Calogero” ospita permanentemente i tre dipinti a olio “Riviera dei Ciclopi”, “AciTrezza” e “AciCastello”.