foto panoramica di forza d'agrò

Una Domenica al Borgo di Forza d’Agrò

Chiara Todaro Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Forza D'Agrò, Messina, Storia e Cultura, Taormina Leave a Comment

Una Domenica al Borgo di Forza d’Agrò per scoprire le bellezze di un borgo medievale, reso noto a livello internazionale per essere l’ambientazione di numerose scene cinematografiche legate alla saga dei film “Il Padrino”. Forza d’Agrò sorge nella Valle d’Agrò, esattamente tra Roccalumera e Forza d Agrò Taormina ed è una meta turistica frequentata tutto l’anno. L’intera Valle d’Agrò doveva essere un’antica colonia commerciale di origine fenicia, denominata Phoinix, che a partire dal V secolo a. C. fu una colonia greca denominata Arghennon akron, cioè “promontorio d’argento”: più tardi (135 a. C.) con la conquista romana fu chiamata “Agrillae”. Il “Vicum Agrillae” di Forza d’Agrò subisce un’espansione durante il dominio normanno sotto Ruggero II. Data la costruzione di una imponente fortezza a protezione dell’abitato nel XIV secolo, il toponimo cambiò in Forza d’Agrò. Tutto l’abitato di Forza d’Agrò e dintorni è dominato dai ruderi del Castello di Forza d'Agrò di epoca normanna, caratterizzato da un’alta torre a finestre strombate, a cui si accede tramite un portale in blocchi di pietra, sormontato da caditoia, che riporta una incisione a ricordo della ristrutturazione avvenuta nel 1595.

La vista dal punto panoramico di Forza d’Agrò è su Capo Sant’Alessio, caratterizzato dalla presenza di una torre in cima alla scogliera a strapiombo sul mare e da un castello di forma circolare utilizzato fino al XIX secolo durante il cosiddetto decennio inglese (1810-1820).

Il centro storico del borgo di Forza d'Agrò

Oltre alla fama internazionale dovuta ai film di Francis Ford Coppola “Il Padrino” Forza d’Agrò custodisce monumenti e luoghi di interesse artistico di grande valore. Tra questi, la Chiesa della SS. Trinità e l’ex Convento Agostiniano, quest’ultimo utilizzato per scopi culturali, mostra museali temporanee e matrimoni civili. Si accede a questi due edifici contigui superando l’Arco Durazzesco del XV secolo, in stile aragonese, una porta medievale che consentiva l’accesso alla chiesa e al convento dall’abitato. La Chiesa della SS. Trinità (detta anche della Triade o di S. Agostino) è un’opera del XV secolo restaurata nel 1576. La facciata presenta ancora i segni della struttura originaria quattrocentesca, e un caratteristico campanile sormontato da cuspide piramidale. Lo stile dell’interno è decisamente più recente, con altari lignei dipinti e indorati del ‘700. Sull’altare maggiore, si trova il dipinto raffigurante “La visita dei tre angeli ad Abramo”, copia dell’originale cinquecentesco di scuola antonelliana: i critici lo avevano attribuito al pittore Antonio Giuffrè o al figlio di Antonello da Messina, Jacobello degli Antoni. La Domenica successiva alla Pentecoste (solo gli anni dispari) avviene la Festa della SS. Trinità di Forza d’Agrò e dintorni, gemellata con la comunità religiosa di Gallodoro con la caratteristica processione degli stendardi (rosso per la confraternita di Forza d’Agrò e bianco per la confraternita di Gallodoro).

Il Convento di S. Agostino, realizzato tra il 1559 e il 1591, presenta un semplice chiostro quadriporticato, con pilastri quadrati sormontati da archi a tutto sesto. Al piano terra si trova la sagrestia, con un armadio in legno del 1776; alle pareti sono visibili resti di un affresco del XVI secolo, scoperti recentemente a seguito di un restauro, sotto vari strati di intonaco.

Proseguendo con una passeggiata nel centro storico di Forza d’Agrò, sarà possibile visitare la Chiesa Madre della SS. Annunziata. La maestosa facciata con volute, portali e colonne di stile tardo-rinascimentale e barocco, domina il centro storico. La chiesa originale del XV secolo venne distrutta nel terremoto del 1693 e ricostruita tra il 1707 e il 1716. Alle spalle della chiesa si può ancora ammirare l’abside originale orientata secondo la tradizione medievale. L’interno a pianta basilicale è ricchissimo di opere d’arte, tra cui il dipinto della Madonna della Lettera, la statua di S. Caterina d’Alessandria, opera della seconda metà del ‘500 di Martino Montanini, allievo di Giovan Angelo Montorsoli, e il Crocifisso su tavola della fine del XIV secolo, rimasto miracolosamente indenne al terremoto del 1649. Il 14 Settembre si svolge la Festa del SS. Crocifisso, una manifestazione religiosa molto sentita dai cittadini che vede il simulacro portato a spalla per le vie del paese. Sull’altare centrale la grande tavola raffigurante l’Annunciazione opera del pittore messinese Stefano Giordano del 1565. L’abside centrale è arricchita da un coro in legno di noce intagliato composto da 24 stalli, opera del XVII secolo, ognuno decorato da scene inerenti la vita della Madonna e di Gesù.

Nel borgo si trova anche la cinquecentesca Chiesa di S. Francesco (o di S. Caterina), annessa anticamente a un convento di ordine francescano. All’interno si ammira il tabernacolo risalente al 1682 che ospitava la statua in marmo di S. Caterina (oggi esposta nella Chiesa Madre). In Piazza Vincenzo Cammareri si trova la monumentale fontana caratterizzata da un obelisco sormontato dallo stemma della città con due torri sovrapposte. Numerose scene del film Il Padrino Forza d Agrò sono state girate sullo sfondo di questa piazza, e nell’intero centro storico del borgo.

In località Capo Sant’Alessio, a Forza d’Agrò e dintorni, si trova la Villa Genovesi, conosciuta anche come “Villa del gallo”. La struttura è appartenuta al medico dott. Francesco Genovesi nel 1800. L’edificio presenta un tetto spiovente e una torretta circolare, e si sviluppa su due piani: il piano terra è a pianta quadrata, al primo piano troviamo delle piccole verande. La villa è oggi di proprietà comunale e all’interno si svolgono eventi culturali: attualmente sono custoditi tre reperti archeologici del I secolo d.C., anfore recuperate nei fondali di fronte al Capo Sant’Alessio.

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