Una Domenica al Borgo di Rometta Superiore

Chiara Todaro Arte e Musei, Borghi di Sicilia, Messina, Storia e Cultura Leave a Comment

Una Domenica al Borgo per scoprire le bellezze di un territorio ricco di storia e cultura: Rometta Superiore.

Ricordata nei libri di storia della Sicilia come l’ultima roccaforte bizantina a cadere durante la dominazione araba della Sicilia a partire dal IX secolo d.C., Rometta dal 963 al 965 si distinse per un atto estremo di eroismo da parte degli abitanti a fronte di un durissimo assedio. Riconquistata dai bizantini nel 1038, grazie alla spedizione militare organizzata da Giorgio Maniace, Rometta cadde nuovamente in mano agli arabi dal 1043 fino al 1061, quando fu conquistata dai Normanni insieme a Messina, Maniace e Traina.

L’unico edificio sacro superstite risalente all’età bizantina, rimasto intatto sino ad oggi, è la Chiesa bizantina di Gesù e Maria, conosciuta anche come Chiesa di Santa Maria dei Cerei (o della Candelora) o del San Salvatore. La sua costruzione risale al periodo tra il VI ed il X secolo d.C. Rappresenta un bellissimo esempio di architettura bizantina, con pianta a croce greca, sormontata da una cupoletta emisferica. All’interno si notano frammenti di affresco alle pareti, come una Madonna con il bambino con iscrizioni in greco. Davanti l’ingresso della chiesa bizantina, ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce tracce di scheletri che testimoniano la presenza di un luogo dedicato alla sepoltura.

Sulla rocca di Rometta anticamente si trova una struttura fortificata, conosciuta come Castrum Ramectae e o Palatium federiciano, inclusa tra i Castra Exempta da Federico II di Svevia, insieme ai castelli di Milazzo, di Scaletta, di Monforte di San Giorgio, di Taormina. Si trattava di una delle residenze estive dell’imperatore. Per la sua posizione geografica isolata e per certi versi impervia, Rometta Superiore con il suo castello-fortezza ha rappresentato durante i secoli di storia uno dei centri più formidabili di resistenza per la città di Messina e per tutta la Sicilia.

Non si conosce con certezza la data della costruzione del Palatium, ma molti studiosi concordano nel porre la sua edificazione non oltre il XIII secolo. È certo invece che fino alla fine del Trecento il Castello fu utilizzato come residenza del Capitano di Città, che era il diretto rappresentante del Sovrano in una città demaniale.

Dalla ricostruzione ideale il Palatium era costituito da due parti distinte, ovvero un complesso militare e una zona residenziale, separate da un cortile al cui centro sorgeva una grande cisterna d’acqua piovana. Si ritiene che a partire dal Cinquecento la fortezza fu dotata da pezzi d'artiglieria. Attualmente di tutto il plesso residenziale rimangono solo alcuni ruderi di una parte del Palazzo e la Torre Carceraria. Quest’ultima presenta una solida costruzione in pietra squadrata, e doveva essere originariamente una torre di guardia.

A corredo della struttura difensiva che comprendeva le alte e spesse mura merlate si trovavano anche le porte di accesso alla città medievale, chiamate Porta Messina e Porta Milazzo, rivolte rispettivamente a est e a ovest. Porta Milazzo, detta anche come Porta Terra o Porta Borbonica, è la meglio conservata ed era il punto di partenza della regia trazzera che attraversando le campagne conduceva a Milazzo. Accanto Porta Milazzo si trovano i resti di una torretta di forma circolare (chiamata torre saracena). La sua costruzione originaria risale probabilmente al X secolo, seguirono poi interventi di ristrutturazione e rinforzo all’epoca di Federico II di Svevia, nonché durante la dominazione spagnola a partire dal XVI sec. con il potenziamento della cinta merlata e l’aggiunta di torri poste lungo tutto il perimetro murario.

Rometta Superiore: il centro storico e la Chiesa Santa Maria Assunta

La costruzione della Chiesa Madre Santa Maria Assunta risale al periodo normanno (sec. XI-XII) anche se dall’attuale aspetto si riconoscono sovrapposizioni strutturali dovute alle ristrutturazioni successive ai terremoti del 1693, 1783 e 1908.

La parte più antica è quella che comprende le tre navate, divise da due serie di pilastri, su cui appoggiano archi leggermente ogivali. L’arco trionfale e i due archi delle navate laterali sono invece a tutto sesto e immettono al transetto. Delle cinque entrate, solo la porta sud (su piazza Garibaldi) ad arco ogivale risale alla costruzione originaria: gli altri portali di stile tardo rinascimentale sono frutto di epoche successive, sicuramente dopo il terremoto del 1693. Il transetto e il settore absidale ospitano pregevoli altari marmorei anche questi interamente costruiti in seguito al terremoto del 1693 secondo gli schemi stilistici ed architettonici dell’epoca. L’altare maggiore (1700) fu donato dai coniugi Bosurgi-Visalli sepolti nel bellissimo monumento funerario, in marmo policromo, posto nella navata laterale di destra. L’altare di destra è la Cappella della Madonna del Carmelo. Sull’altare, decorato da colonne tortili, si trova il dipinto della Madonna del Carmelo tra San Giuseppe e San Francesco di Paola, opera del XVIII secolo. Nella parte sinistra del transetto si trova la statua lignea di San Leone Vescovo, Santo Protettore di Rometta, festeggiato il 20 febbraio di ogni anno. La Chiesa Madre Santa Maria Assunta ospita pregevoli dipinti, tra cui l'Ultima Cena, il dipinto cinquecentesco della Madonna con Bambino tra i SS. Pietro e Paolo, e la Madonna delle Grazie con San Marco Evangelista, opera del XVII secolo. Il Coro occupa lo spazio absidale ed è costituito da 21 stalli in legno di noce preziosamente lavorati a intaglio e intarsio: l’opera è stata eseguita tra il XVI e il XVII secolo da manifatturieri siciliani. Le decorazioni degli stalli, di gusto spagnoleggiante, si ispirano a sfingi e cariatidi dal volto umano e dal corpo stilizzato.

Per partecipare prenotandoti all'evento clicca qui!